Zdora

l’angolo del futile

essemmesse

Pubblicato da zdora su 11 Novembre 2009

10 Novembre 2009, ore 12.25

a parte che mi era

sfuggito il particolare

del vigile adone…si

dice OSTINAVA a

rimanere lì,non

OSTENTAVA!! Questa

la metto insieme

all’altoparlante e al

forfait, cara…

altoparlante: io dico autoparlante, ma questo lo sapevate già

forfait: una volta, invece di dire “sono di corvè” ho detto “sono di forfè”

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a volte capita

Pubblicato da zdora su 10 Novembre 2009

sabato. ore 10.30. io e lo zdoro abbiamo appuntamento in un’agenzia per parlare di appartamenti in vendita, e siamo in ritardo di mezz’ora. le macchine sono 2 (alle 12 devo partire per andare a lavorare), e ci siamo persi nella speranza di trovare il numero civico 211 in una via enorme che dopo 2 chilometri sei ancora al numero 40. dopo essere arrivati ai confini del mondo, il tipo dell’agenzia, al telefono, ci avverte che il numero 211 è più vicino al centro. tipo prima del numero 1. mah. logico, no? comunque. facciamo inversione, e lo zdoro inizia a fare sta via (una provinciale?) a tutto gas, mentre io penso che stiamo andando un po’ troppo veloci, ma non so dove si trova sto posto quindi lo seguo. naturalmente, NAAAATURALMENTE, dopo l’ennesimo sorpasso a 90 in una strada con limite 70, cosa ti trovo? un bel covo di vigiuili, pronti a far scattare la paletta. lo zdoro si ferma pure lui, i vigiuili incazzati lo spronano ad andare avanti. e, alleluia, lo fa.

buongiorno!

hem…buongiorno, quello era il mio fidanzato

ah, ecco perchè si ostentava a restare lì. cooomunque. dove sta andando così di fretta?

…hm…sa…stiamo andando a vedere una casa da comprare

in questa città?

hm…si. solo che…(bla bla bla)…due macchine perchè devo andare a lavorare…(bla bla bla)…e poi il ritardo…(bla bla bla)…e poi la fretta di non perdere la casa…(bla bla bla)

si, ho capito. mi dia patente, libretto e foglio dell’assicurazione

hm…(si, oooochei zdò, hai organizzato tutto nella cartellina, niente panico)”

e cooomunque. qua ci sono due infrazioni. velocità e sorpasso, eh, signorina, eh. che mica si può fare così anche se si ha fretta, eh, che qua…(bla bla bla: inizia il cazziatone con sguardo infuocato)

hm…due infrazioni…hm (se becco lo zdoro)…ochei, mea culpa, si, peeerò, se posso dire una cosa…

il foglio dell’assicurazione di QUEST’ANNO, signorina

hm, si, si, aspetti che lo cerco…comunque ero sì veloce, ero sì in sorpasso, però sono stata attenta di non fare guai, cioè…la macchina che arrivava era veramente lontana…e la macchina che ho passato era veramente

cerchi sto foglio, che intanto vado a verbalizzare

“(caz…)”

intanto che se ne va in macchina a scribacchiare non so chè, chiamo lo zdoro, gli dico di andare all’appuntamento (del tipo “coori…vaaai anche senza di meee…ssssallvatiii…” da film), e gli faccio presente di quanto è incazzata la vigiuilessa. per fortuna, in tutto sto tremolio e frstrazione, mi sembra di aver trovato il fogli assicurativo giusto (avevo preparato la cartellina con tutto, ma l’anno scorso…he he). arriva il collega

buona giornata!

“(aò, che c’hai voglia de scherzà? ma…un attimo…da quando in qua i vigiuili sono degli adoni? con un sorriso durbans e degli occhioni così grandi? a-ha. vogliono ammansire le donne che protestano, probabilmente) buona? buonisssssima, vorrà dire, non vede com’è partita bene? guardi, mi viane da piangere, altro che buona…

ma come le viene da piangere, per un’infrazione che non le abbiamo neanche verbalizzato? vada a comprare casa, vada (sorriso durbans)”

“(sguardo attonito-e sì, pure ammansito, funziona cacchio) c…come scusi?

vada, vada pure, e mi raccomando, anche se ha fretta non faccia ste robe

eeeehhh?!?!? ma…ma…ma siete degli angeli! ma…ma…grazie!…ma…ma…

vaaada.

…mmmaaaaa…ma….(commozione, ora scendo e lo abbraccio. anzi, forse non posso scendere?)…mmaaaa…grazie…io…gra…

E VADA PERO’

hm, si. scusi, grazie

eeeehhh. si. niente multa. anche i vigiuili hanno un cuore. e, se posso permettermi, anche un notevole fascino.

(niente casa)

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ci risiamo

Pubblicato da zdora su 28 Ottobre 2009

sono tornate, più numerose e infiltranti e pronte ad essere calpestate che mai. che poi, non è ancora dicembre, eh.

DSC01328in questa foto potete ammirare un gruppetto mentre si organizza per una delle prime spedizioni esplorative del 25/10/09

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zdora combinaguai

Pubblicato da zdora su 27 Ottobre 2009

invito una mia cara amica a cena. decido che devo farle assaggiare il pollo in grotta, e le faccio pure la tenerina, che le piace tanto. devo dirle tante cose, quindi passo la giornata in clinica a pianificare, all’iper e poi a casa a cucinare come una pazza. con quell’emozione che mi piace tanto, quando cucino e aspetto persone a cui voglio bene. tutto sembra andare per il meglio. l’agitescion però mi fa brutti scherzi

  • se non era per il ritardo degli invitati, ci trovavano ancora a metà dell’opera, cosa che di solito non succede (manu: non conta quella preparazione di cannelloni). che poi, lq tenerina era pure bruciacchiata un po’ sul lato. stronzo di un forno.
  • mentre controllo le patate al forno, il copri-lucetta-spia-della-temperatura si stacca, rotola sul portellino del forno aperto e va dritto dritto sul fondo del forno. caldo. a nulla servì il recupero con la presina, che raccattò solo un tocco di plastica filamentoso. ei fu.
  • sovrappensiero, raccatto con la solita presina una patatina sulla tovaglia e la metto in un piatto (ilarità della tavolata che ormai mi aveva data per persa). essùddai, ro agiuitata (sempre manu: no, non rivanghiamo la storia del vino. ora sai che è l’emossione che mi fa fare ste cose).
  • assaggiamo il pollo, che, a detta mia e dello zdoro, è strano, boh, diverso. eppure avevo seguito paro paro la ricetta. mah. lo zdoro, ore più tardi, si sveglierà con l’illuminazione: mancava la pancetta arrotolata tra il pollo e la pasta sfoglia. vuoi che abbia saltato di leggerlo? no, l’avevo proprio omesso. controllare per credere. comunque si, tra il pollo e la sfoglia ci vanno fette sottili di pancetta.
  • inforno le castagne, precedentemente tagliate dagli zdori. mentre stiamo amabilmente parlando, si sente un rumore inquietante proprio da lì, da quel forno maledetto. ci chiniamo a vedere. orrore. una castagna è scoppiata a mò di chen il guerriero, sparpagliando OVUNQUE schegge di pappina solidificata. c’è pure un coso penzolante di ferro (scoprirò dallo zdoro, il giorno dopo, che trattasi del sensore per la temperatura) in fondo in fondo. mi viene da piangere, ormai gli ospiti se la stanno quasi facendo sotto dalle risate, voglio fuggire in un universo parallelo. e che caspita, doveva andare in altro modo, la ciuena. dovevo sorprendere tutti con agilità cuochesca, elargire sorprese e annunci come coriandoli e invece…
  • vedo che i due invitati si continuano a guardare sempre di soppiatto, come se avessero litigato, come se si fossero mollati e non ce l’avessero detto, come se avessero urgenza di andarsene perchè non hanno voglia di rimanere. il mio entusiasmo è sotto i piedi, ormai. poi arriva, così, immediata, la notizia che non siamo in 4, a tavola, bensì in 5. io con un fil di voce dico “ma…ma…non ero preparata! non ti ho sognata! quindi…quindi…è un maschietto…” (si, ora mi hanno veramente preso per pazza). ochei, immaginatevi la sottoscritta che inizia a farfugliare, scioccata più che mai, col groppo in gola (i motivi sono moltepliciui. primo tra tutti il misto di felicità e di scioc). che vuole abbracciare tutti e dare bacini e coccolare e toccare pance (giuro, è la prima volta che mi viene l’istinto così violento. ma non l’ho fatto. eh, no). nonostante tutto, il mio sorriso sardonico ormai da giocher sarà l’ultima cosa che vedranno quando se ne andranno.
  • se ne sono andati. metto a posto. ma potevo avere la mano ferma? no, ecco spiegato il tuffo carpiato della bottiglia di vino rosso che ha fatto strage di tovaglia e cuscino di una sedia. mi rintano attaccata al termosifone, inizio a piagnucolare sempre un pochino scioccata (no, non me lo spiego), con lo zdoro inquietato ma decisamente divertito dai continui sgnif sgnif e dal mio sguardo nel vuoto.
  • vado in bagno prima di andare a nanna, e mi ritrovo sempre a piagnucolare, però stavolta davanti alla stufetta. lo zdoro mi dà per dispersa. sento uno strano odore. mah sarà il forno che sprigiona esalazioni di plastica bruciata.
  • la mattina, dopo la doccia, mi acciuingo ad attaccare la spina del fon. ed ecco l’orribile spettacolo

DSC01326 DSC01327

(si, sono la presa del bagno e la spina della stufetta. la sacra stufetta.)

  • dopo questo incoraggiante inizio di giornata, vado al lavoro. dato che sono una tuttofare, cambio da sola i tergicristalli della macchina, il tutto sotto la pioggia. noto, durante i miei 50 minuti di strada, che quello di destra fa uno strano movimento, come se…come se…si stesse per…ecco, bravi, avete indovinato. si è staccato. per fortuna quasi all’arrivo, che scrosciava proprio, la pioggia, ed ho rischiato anche se ero già nel paesotto. in una pausetta tra un cliente e l’altro, metto a posto quel cavolo di coso della macchina che era scivolato. inutile dire che 5 minuti più tardi, sotto il diluvio universale, ho rimesso i tergicristalli vecchi perchè proprio lì al suo posto quello non ci stava (scoprirò il giorno dopo che era troppo piccolo e quindi bisognava mettere un altro cosino per adattarlo). che poi, il mio angelo custode ha fatto già gli straordinari, ma si è superato: se mi succedeva tutto ciò in autostrada erano veramente robe serie.
  • il giorno dopo, a lavoro, devo fare una detartrasi ad un cane. a metà dell’opera qualcosa non va. il macchinino è andato in tilt, va lo stesso anche se non schiaccio il pedale. il capo si chiede che razza di evento elettromagnetico provochi un simile comportamento del macchinario. io, impassibile

tranquillo, sono io

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quizzone castagnoso

Pubblicato da zdora su 21 Ottobre 2009

ieri, dopo la crisi convulsiva che mi è presa scoprendo che è autunno, e ci sono finalmente le castagne, ho ricevuto un sacchettone in regalo. dato che lo zdoro non gradisce il maggico gusto, approfitterò di una cena domani sera per rimpinzare amiciuiciui. le domande da porgerVi sono dunque d’obbligo:

  1. come si cucinano le castagne? cioè. lo so che servirebbe quella pentola bucata, ma non voglio impuzzettare tutto, dato che la cucina e la sala da pranzo sono le stesse. tipo in forno vengono orende o sepoffà? anche lesse non mi dispiacciono, ma le caldarroste, vuoi mettere.
  2. che portata sono? antipasto o dopo cena?
  3. il gusto della castagna non mi piace molto in atri ambiti, ma se avete qualche ricetta con cioccolato super fondente (per non essere dolci stomachevoli) provvederò (gelato di scorta per lo zdoro)

quindi invoco voi, oh reginette della casa, oh streghette dei fornelli, oh blogghers e navigatori, chiunque voi siate, per un aiuto (che io ora devo cambiare le gomme e mi aspetta una mezza giornata di lavoro-non rientro fino alle 9, in pratica)

cordiali e ringrazievoli saluti

Vostra Zdò

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giornata libera

Pubblicato da zdora su 19 Ottobre 2009

non provavo quella sensazione da minimo 2 anni e mezzo: gli esami in 20 persone ad aspettare ed angosciarsi tutti insieme. quel misto di “noncelafacciopiù“, “voglio scappare. subito.“, “ecco, che figura ci faccio se mi chiede la cosa sbagliata?“,”ma vedi se ero un po’ più metodica…ste angosce mica mi verrebbero“. se ci aggiungiamo i due giorni precedenti fatti di studio viulento, viaggio in treno e nanna in otel a dir poco orendo e rumoroso e caldo afoso e senza bidè e bevande nel frighetto…e se ci aggiungiamo che l’esame è iniziato alle 10 con la pratica e finito (per me, ne mancavano ancora altri 7) alle 17, in un casolare senza riscaldamento…EEEEEESSSSSE’ ci aggiungiamo pure il viaggio di ritorno freddo e tedioso…sì, preferisco non ricordarmela più, questa sensazione di stanchezza e nausea e rabbia (per aver scelto di studiare. ancora).

ieri, inveciue, non paga del sabato dilaniante, ho lavorato in clinica. che si è sparsa la voce che è aperta pure di domenica e quindi è stata strapiena. solo che la mattina ci sono stata solo io, in preda a stanghez, crampi da mestruo che faceva capolino con irruenza dal mio utero, e nervi a fior di pelle grazie alle solite signore maleducate che hanno avuto il coraggio di interrompere un procedimento di eutanasia del cane di un altro cliente perchè “avevano il ristorante”. facendomi poi fare tutto di fretta con quel sorrisino sacastico e scocciato di chi la sa lunga e non si fida di nulla, e sta perdendo tempo, che se glielo dicevano prima che non c’era il dottore se ne stavano a casa. ma magari! volevo dire io.

ieri sera, al ritorno, ho fatto l’errore madornale di prendere e mangiare uno stracchino che, sì, era ancora sigillato, ma scadeva il 12. errore. errore. svegliata alle 5 di mattina in preda a crampi cagottosi allucinanti.

c’è da capire il perchè io oggi sono uno zerbino straccettoso senza forze e senza voglia di fare nulla.

un tributo alla abdon, che non lo sa ma mi sono riletta una sua meil nella quale per tirarmi sù mi ha mandato una foto con la sua famosa faccia da specchio.

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monotematica

Pubblicato da zdora su 13 Ottobre 2009

lo so, lo so. parlo solo di matrimonio. fra un pochino smetterò. ma ora vi faccio un regalo. vi regalo del buonumore. in questo sito potete trovare, siorri e siorre

matrimonio arcobaleno, con sposa, sposo, damigelle e damigelli multicolor

matrimonio appeso, con alcune foto agghiaccianti che fanno capire quanto la gente sia fuori di testa (nel sito c’è il collegamento)

matrimonio veramente fine e posato, con damigelle in fucsia e carrozza di cenerentola in plexiglas che porta la sposa

matrimonio gotico, a tratti (a tratti?) agghiacciante e dal sapore marcatamente inquietante, a partire dalla fronte di lei

proposte di matrimonio andate male (e filmate), una più triste dell’altra.

altri matrimoni sobri, tra cui questo. veramente sull’orlo dell’orendezza

e chi più ne ha più ne metta. io e lo zdoro, in assoluto, adoriamo questo

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un random pieno di…

Pubblicato da zdora su 9 Ottobre 2009

stanghez- già svegliarsi alle 6.30 non mi è mai piaciuto un granchè, ma adesso che è pure ancora buio è proprio inaffrontabile! immaginiamoci quando cambierà l’ora.

proposte di lavoro- due settimane fa la prima telefonata a bruciapelo. la scorsa settimana la seconda. poi, lunedì, il colloquio a milano. perdendo il treno che mi doveva dolciuemente portare a destinazione, mi sono dovuta sorbire ore e ore di guida noiosissima (bologna-milano: la tratta più monotona del mondo) sia alla speranzosa andata che al disilluso ritorno. intervistata per 10 minuti 10, non mi hanno detto nè compensi nè orari. in pratica quello che mi avevano spiegato al telefono trito e ritrito. se poi dobbiamo dire che avevo la salivazione a zero e quel lavoro mi poteva interessare solo per il tipo di contratto e la retribuzione (definita “molto interessante” ma poi il silenzio) la tristezza è dilagata. mah. “mi faranno sapere entro 2 settimane”. ma sono stra convinta di non avercela fatta. e non è solo per dire eh. ma poi, è farcela quando si riesce ad avere un lavoro che vuoi solo per i soldi? o è lasciare la retta via?

tristezza- dopo il colloquio, lo zdoro mi avvisa che è morta la nostra vicina di casa, alla quale solo un mese fa è stata diagnosticata la leucemia. lo strazio del marito, che viveva per lei, ti strappa il cuore dalla pena. lo sguardo basso e il sorriso tirato mentre mi dice, settimane prima, che non la può baciare perchè deve portare la mascherina, e che il suo compleanno non lo potrà festeggiare a casa. un uomo che si è visto scivolare via dalle mani l’amore della sua vita.

preparativi sposerecciui- zdorù a casa nostra martedì sera. portandosi appresso, tipo babbo natale

  • il sacro rosè di produzione famigliare, di cui gli zdori sono stra-ghiotti
  • due taccuini uguali, ma uno un po’ più rosa-zdora, l’altro un po’ più fucsia. l’idea è quella di usarli come quaderni di nozze. dello zdoro e me? naaa. dello zdorù e me, casomai. bisogna dire che lui, come sogno segreto, vuole fare il ueddin plenner. quindi approfitto: lo rendo feliciue e mi diverto come una matta. senza togliere che, come lui, nessuno abbina mobilio, stoffe, gioielli e fiori.
  • 3 chili di riviste per sposa sfogliate avidamente dopo la cena a base di polpettone e purè. e notare che i modelli di punta sono sempre gli stessi in tutte le riviste, ma soprattutto che il vestito lilla di pignatelli è decisamente il nostro sogno proibito.
  • alcune videocassette: la puntata della “ruota della fortuna” in cui c’era lui come concorrente, quella della “domenica del villaggio” con il mio paese e lui che viene intervistato, il “sogno di una notte di mezza estate” che abbiamo interpretato (magistralmente) quando facevamo parte del gruppo teatrale che ci ha fatti incontrare, e poi non mi ricordo le altre (il rosè ha fatto effetto piuttosto velocemente). ma, vi chiederete voi, a che servivano le videocassette quando avevate tutto quel popò di riviste? beh…volevate che lo zdoro si buttasse dalla finestra alla seconda pagina?

zdoùio e zdorù sommersi dalle riviste, alle 2 di notte

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e va beeeene, va beeene

Pubblicato da zdora su 23 Settembre 2009

dopo diverse minacce alla mia persona. ho “deciso” di mettere la foto. peccato che io, di foto, provi a farne 30 al giorno perchè si veda bene, ma niente (fotobut insegna). quindi accontentatevi di quella sfocata, occchhheeeeeiiii?!?!?!

Foto 14

(notare la sciccheria della corniciue: il mio pigiamino color melanzana)

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dott. zdoro e mr. haid

Pubblicato da zdora su 17 Settembre 2009

sabato sera. sto tornando a casa da lavoro, chiamo lo zdoro.

senti, la sagra della braciola non è stasera.  vedi se zdorù (migliore amico della sottoscritta) riesce a venire domani che c’è anche la carrera

passano 5 minuti.

fatto. nessun problema. e poi un po’ di riposo dopo una settimana che mangiamo sempre fuo…

andiamo alla vecchia locanda?

ma…ma…

eddai, è tutto il giorno che sto a casa da solo, vorrei uscire un po’

vabbè, allora prenota, si (lo zdoro è impazzito)”

arrivo a casa, col capello straunto, pronta per una doccia rigeneratriciue.

ah, ma sei già pronto?

no, perchè?

e spiegami, che hai fatto in casa tutto il giorno vestito di tutto punto con le scarpe e tutto?

hm. (manca solo che fischietti guardando in alto con la gambina che striscia a terra e le mani dietro la schiena) sono andato un attimo a prendere una cosa in macchina

“(con l’oroloooogioooo?)”

si, noto che la stranezza, stasera, è dei nostri. anche solo perchè quando sta a casa da solo tutto il dì come minimo me lo trovo col pigiamino che mi accoglie in casa sciabattando tutto felice e soporiferino. non così, vestito, con le scarpe, e con l’orologio (che si toglie per andare a dormire). mah. ciononostante decido che la doccia è più urgente della mia curiosità.

in macchina.

yawn! dopo la doccia calda mi sta scendendo l’abbiocco viulento” (vorrei ricordare a lor signuori che mi ero alzata alle 6 e mezza e avevo avuto una giornata senza sosta)

beh! vuoi che torniamo indietro, eh? telefono che non andiamo più? dimmelo se dev’essere una scocciatura!

ora. mi sento un tantino spiazzata e aggredita. ma la cosa mi sta incuriosendo. vorrei proprio sapere che è successo. dov’è il mio zdoro dalla personalità piuttosto ben definita e soprattutto vorrei capire perchè gollum si è impossessato di lui.

no, no…andiamo” (detto piano che qua mi agguanta la mano)

come se fosse successo niente, dopo mezzo minuto stiamo amorevolmente parlando di cazzate quando noto degli strani segnali. lo zdoro è in ambito mentitorio. ed è inspiegabilmente agitato:

  1. respirino menzognero, che ho imparato a conoscere quando voleva nascondermi qualcosa e lo beccavo (natale docet)
  2. deglutizioni aumentatissime, tipo ogni due parole
  3. si tocca i capelli.
  4. guarda l’orologio insistentemente

entriamo nel ristorante.

fa un caldo bestia, non si respira. ci viene fin da ridere da quanto stiamo sudando. eppure le finestre hanno lo spiraglio aperto. ma poco conta, siamo nel nostro ristorantino preferito, quello trovato pochi giorni prima della mia laurea, quello dove portiamo gli amici per far assaggiare della cose particolari, quello dove ormai potremmo dire “il solito”, che tanto la bravissima ragazza che lo gestisce sa dove puntare.

accendono il condizionatore, e si respira un attimo. noi mangiamo di gusto, oh, là, avevo proprio bisogno di una seratina così. peccato che sto qua davanti non sembra per niente rilassato. e che c’avrà mai, mi chiedo.

arriva la combriccola della simpatia. hanno prenotato dieci minuti fa (e sono le 22.30), e già arrivan in gregge a spaccare i maroni (si, proprio così. la ledi che è in me ha parlato). abbiamo, siorri e siorre:

  1. le donnicciuole (in numero di 4-5) che iniziano a gracchiare “fa freddo! troppa aria addosso!” (obbligando a spegnere. e non si respirò più. amen.)
  2. 2-3 uomini che parlano ad alta voce ed iniziano a snocciolare alcune frasi fatte, luoghi comuni eccetera eccetera, convinti di essere interessanti e colti.
  3. il professore. che appena ne dice una o è volgare (al commento sulle tette della proprietaria mi sono girata in preda a pruriti omicidi) o è una cazzata.

finito di mangiare, il nervosismo dello zdoro è alle stelle, il mio ci va vicino. decidiamo di uscire.

in macchina, parte seconda.

appena ci accomodiamo, lo zdoro, bruschissimo e con la faccia truce

prendimi il sacchetto. quello nel cassettino, lì“. il respirino è alle stelle. ora si è aggiunto anche il tremolio. oddio che succede.

apro il cassettino, ci trovo un sacchettino di carta alquanto carino, tipo da…da…ODDIO!

è per metterci questo” (sorrisone e sudorino che ormai gronda)

mi trovo davanti ad un pacchettino lilla. quadrato. è il momento che aspettavo da anni. e questo pacchettino… tutto mio, si. tutto tutto mio. lo stringo tra le mani, lo scarto piano piano (perchè diciamocelo, ora il tremolio ce l’ho pure io, eccome). scatolina gialla. evvai!

la dò allo zdoro, che me la apre. e davanti al più bell’anello che sia mai esistito, davanti all’anello proprio mio, che non avrei saputo trovarlo più adatto a me…

(sorrisone, ora più rilassato) “mi vuoi sposa…

sssssiiiiiii!!!!!!!

lo zdoro, alleluia, non è impazzito. e io sarò sua moglie. sua moglie. e lui mio marito.

cosa? volete sapere di più sull’anello? la prossima puntata, mie care. lo so che ai maschi si stanno aggrovigliando le budella, ma tant’è.

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