Zdora

l’angolo del futile

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figuracce di una bimba

Posted by zdora su 26 settembre 2012

sarà stato il 1989, o forse il 90. ma, a giudicare dal mio grado di tontonaggine su alcuni argomenti, non ci metterei proprio una mano sul fuoco, che non fosse stato qualcosa come il 93. ci troviamo in taverna, nella vecchia casa. la famosissima taverna nella quale si consumavano pantagrueliche cene con quei soliti 20 amici che rendevano tutto più bello. il pomeriggio era passato giocando, naturalmente, con la ben varia parte figliale, di solito si era una decina. momento topico in cui mio cuggino, quello grande, quello che era il più simpatico e sapeva sempre tutto, racconta una barzelletta. si, beh, carina, l’immagine che richiama è assai buffa. quindi rido come gli altri, consapevole del figurone che farò a raccontarla a cena coi grandi.

tavolo lungo strapieno. tavolo piccolo idem. è arrivato il momento dei bagigi, dei pistacchi, delle noci e delle chiacchere (etiliche, avrei capito in seguito). decido che è arrivato il momento.

hem hem” (…) “sapete chi è quello che arriva subito?

(mio cugino mi fissa attonito. mia madre pure, ma ha più uno sguardo interrogativo che recriminatorio)

flash” (ormai ci sono dentro, tanto vale andare avanti)

e quello che non arriva mai?

(ora gli sguardi sono peggiorati)

flosch” e rido. ma tutta , dico tutta tutta la tavolata è muta e mi fissa. mio cugino guarda in basso, mia mamma mi chiede chi mai me l’abbia raccontata, con lo sguardo de fuego. guai in vista, e non capisco il perchè.

dopotutto, nella mia testa, l’immagine di flash prima

e di flosh dopo

mi era parsa molto buffa. cioè, questo, che cercava di camminare tutto stanco, coi fulmini tutti scesi e la faccia con le occhiaie mi faceva perfino tenerezza.

non so quanti anni dopo (all’università), durante una discussione con le mie coinquiline su diversi modi di dire (discorsi degni delle migliori bettole da camionista), mi viene un atroce dubbio, e la mia memoria mi richiama subito alla figuraccia, a detta mia, senza motivo. in quella originale di mio cugino, il termine usato non era “arriva”. era “viene”.

 

 

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ho capito

Posted by zdora su 24 febbraio 2012

che finchè non ti metti a scrivere, il post non si autogenera

che è più facile buttar lì una frasetta ogni tanto su feisbuc

che feisbuc, se ti fermi tu, continua ad andare avanti. il blog no. ed è una tristezza.

che sanremo è sempre il solito carrozzone, ma non c’è da vergognarsi se ti piacciono più di tre canzoni di questa edizione

che, se nevica e sei bloccata a casa, pensi che “il gioco è bello se dura poco” siano parole sante

ma che, se hai scaricato engri birz sul cellulare, “il gioco è bello se dura poco” sia una cagata pazzesca detta da uno che non aveva mai giocato ad engri birz

che forse, il mio lavoro, …mmm…si. beh. mi piace.

che devo sbrigarmi a far fare l’agiliti alla prisci, rischia di impazzire (pincer=allergica alla tranquillità)

che certe volte i sogni son desideri. altrui.

che se ti interessi un po’ di politica e ti ascolti pure programmi difficili quando torni a casa la sera, e stai andando anche bene, appena smetti non ci capisci più nulla. beata ignoranza!

che, se ti arriva a casa uno col megafono e l’aria da cretino contornato da barbi psaico e due o tre arredatori maschissimi, per prima cosa preoccupati: vuol dire che la tua vita e la tua casa fanno schifo, ma te ne andrai in vacanza per almeno una settimana. secondo: la cosa più importante. quando, parlando del più e del meno, ti viene chiesto cosa ti piaccia, non dire MAI cosa ti passa per la testa. perchè? facciamo degli esempi. se la tua momentanea passione fosse, che so, staruors, ti ritroveresti con una stanza piena di spade laser e stelline attaccate sul soffitto, un letto a forma di astronave e orsetto-ciubecca che sovrasta un cumulo di cuscini di domopac argentato (ok pr i primi 5 minuti, ma sai dopo che palle, soprattutto se stai per superare la pubertà tra 2 giorni), per non parlare della sveglia che fa chhhhhhhh chhhhhhhhh, come il respiro di lord fener. ti piacciono i cavalli? la tua camera saprebbe perennemente di cuoio e paglia, la sedia della tua scrivania sarebbe a forma di sella, per salire sul letto dovresti saltare ogni volta la staccionata e i muri sarebbero tappezzati di orribili murales di inquietanti cavalli che ti fissano mentre dormi. quindi? dì che ti piace, al massimo, la sobrietà. anche se rischi una cella di convento.  no! ancora meglio! dì che ti piace il bianco. sai che noia, ma almeno, quando se ne saranno andati, con due secchi di vernice coloriamo tutti i muri (case vicoli e palazzi) e risolviamo.

l’ho fatto. ho scritto. sto meglio, si.

 

 

 

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separati dalla nascita

Posted by zdora su 23 novembre 2011

         

chen carson, fabrizio masia e ron mos

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fonzi

Posted by zdora su 7 aprile 2011

non so a voi. ma a me, sta roba del dito che parla, mi fa proprio ribrezzo, dolore fisico. mi sa di taglio vivo, ecco. insopportabile.

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tra mutui e buduar

Posted by zdora su 6 febbraio 2011

ebbene. sembra che ci sia una nuova data in vista. forse fra poco tornerò nel vortice dell’organizzazione delle nozze. speriamo. chi lo sa. in ogni caso no, non volevo parlare di questo, bensì del nuovo sport degli zdori. ovvero: cercare casa. dato che il contratto coi padroni di casa scade tra due anni, abbiamo deciso di fare con calma, cercare la nostra casetta per bene e valutare innumerevoli proposte. risultato: andando in giro per un paesino che ci ispirava un sacco troviamo una casona con un bel “vendesi” appeso davanti, e ce ne innamoriamo. non parliamo poi di quando siamo andati a visitarla dentro: sembravamo due scemi. io che trattenevo il sorriso a stento, lo zdoro che si guardava attorno strabiliato. lo zdoro ha anche rischiato la pelle quando ha azzardato un “beh, si potrebbe ampliare la camera eliminando la cabina armadio” (sguardo assassino della sottoscritta) (in realtà volevo dirvi con nonscialans che la casa ha una cabina armadio, ecco). insomma. presi subito all’amo. e quindi via! per banche, giù! a studiare mutui (bavetta di guduria dello zdoro-lui adora tutto ciò che è scartabellamento di cavilli, risolvimento di problemi contorti e studio dettagliato di libretti d’istruzioni). certo, non potevamo fermarci a quella casa (sebbene vada molto vicino a tutti i nostri desideri), quindi stiamo girando tutti i siti di annunci e stiamo andandone a visitare un pochine. ieri la migliore in assoluto.

con la tizia dell’agenzia, andiamo piuttosto presto perchè il padrone di casa aveva da fare. suoniamo. ci apre il tipico, ma proprio come conformazione e tutto, insomma tipicissimo…intortatore romagnolo. accento marcatamente del ravennate, fare tutto piacione da ligabue de nosotros mischiato a loris batacchi. ci accoglie, appunto, piacione. saliamo le scale e facciamo la conoscenza del suo cane che si chiama (su su, indovinate un po’?) papete. pa.pe.te. ecco, adesso sapete che tipo ci si parava davanti. papete. ma tant’è. mi inizio a guardare attorno. no, la smetto. i miei occhi necessitano urgentemente di qualcosa di puro ed illibato. ovunque io volga lo sguardo noto statuine, dipinti e quant’altro, tutti esplicitamente sull’erotico andante. la musica che ha messo in sottofondo è rilassante e molto trendi (pa! pe! teee!), sul divano adagiata un abottiglia vuota di un qualche alcolico. “la cucina la potete tenere, ci mettiamo d’accordo, sapete…è fatta su misura!” (io. lì. non. ci. cucino. nulla.) (bruttissima) “ora vi faccio vedere il resto della casa” (oh no) “ecco la camera” (malignamente mi viene da dire allo zdoro “vedrai che c’ha di sicuro na roba piena zeppa di specchi“, ma aimè, siam troppo vicini agli altri). oVVoVe. sopra il letto un enorme, ingombrante, imbarazzantissimo specchione quadrato. trattengo a stento la risatina di compiacimento per l’azzeccata diagnosi. non guardo il consorte.  “…e poi questo è il bagno…” (nonvogliovederenonvogliovederenonvogliovedere)…e, tutto tronfio “guardate, c’è anche l’idromassaggio!” (ma vaaa?!?!) (che schifo, questa vasca si cambia). salire in mansarda è il momento topico: stanza della figlia e lui che fa “eh, non sta più da me, ormai sta sempre in quell’altro paese…” (o quello o gran tappi per le orecchie). altra perla: “i vicini sono persone anziane, gente tranquilla” (e ti credo, se fanno casino ti trombi pure loro!). al momento di salutarci ci fa capire quanto gli dispiaccia lasciare quel gioiellino di bord…hem…casa, ma lavorare a ravenna (eccolo lì, lo sapevo) diventa impegnativo. cerco di essere particolarmente cortese per riuscire a farmi dire che lavoro fa. non ci riesco, anche se non stento a credere che abbia un qualche locale in qualche spiaggia.  in macchina, i miei commenti e quelli dello zdoro quasi sincroni. le lacrime dal ridere.

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di nuovo qua

Posted by zdora su 3 febbraio 2011

ed eccoci qua, è iniziato febbraio.

ho passato un mese a cercare prima di finire tutte le visite ai veterinari che mi erano rimasti da dicembre (molte. veramente molte), e poi a girare come una trottola per quelli di gennaio. in effetti fare il lavoro di un mese in 2 settimane non è stata una passeggiata. ma. ma. ce l’ho quasi fatta. mi mancano ancora una decina di colleghi da visitare. he. da qui il mio assenteismo dallo zdora-blog.

più facile scrivere una frasetta ogni tanto su feisbuc, no? no. mi sento incompleta. e allora come riassumere le molteplici cose successe?…mmm..ci proverò, anche se le uniche cose che mi vengono in mente sono prisci e il lavoro.

  • abbiamo deciso di farci un uichend in montagna, e vualà: spunta una super offerta nel sito più avanti del momento. grupon (questo è il nome del super sito) propone due-tre offerte al giorno in cui si offre qualcosa ad un prezzo stracciato per solo poche ore. se il numero richiesto di persone aderisce alla tal offerta quella va abuon fine, se no niente, non vengono presi i soldi e tutto svanisce. quindi ce ne andremo coi cognati per due giorni in trentino, gasati per gli slittini e i super dolci.
  • ieri sera ho intravisto un alessio vinci che insinuava che draiv in fosse l’inizio della fine (cosce, culi scoperti, ammiccamenti). si, beh, me lo ricordo, ma non mi sembra che fosse nè di pomeriggio nè che la suora di faletti fosse così volgare come un presidente del consiglio che si vanta di essere un vecchio porco.
  • il nuovo singolo dei teic det è carino, si. originale per lo stile al quale ci hanno abituate. ma. a nessuno viene in mente che la base sembra presa paro paro da personal gisus dei depesc mod?
  • ecco, ora posso? posso? la prisci è diventata signorina. per casa va in giro fiera con le sue mutandine nere da lottatore di sumo. ho deciso di farle fare agiliti, così si sfoga e impara un po’ di disciplina.
  • ghilmor di mattina. due puntate. ora riesco a svegliarmi meglio.

 

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driiin…drin?

Posted by zdora su 22 novembre 2010

Ho sempre pensato che la suoneria del cellulare sia quel particolare in più che ti fa capire chi ti trovi davanti, quella sfumatura che ti dà l’idea dell’ aspetto interiore altrimenti celato. ognuno se la sceglie più o meno accuratamente, ne fa una malattia oppure non gliene può fregare di meno, la cambia sempre oppure ha la stessa da 10 anni. per dire.

ci sono momenti in cui sai che uno ti sta proprio antipatico da matti a pelle e te lo mangeresti di insulti, quand’ecco che gli proviene dalla tasca un suono del genere. come lo guarderai?

oppure. qualcuno ha mai sentito dal vivo questa? io personalmente mai mai. mi auguro comunque di rimanere illibata da tale schifezza.

pensando che la mia suoneria dovesse essere diversa da altre e mi dovesse contraddistinguere per ciò che mi sento, ho scelto (dopo attente ricerche) una sobria-ma non eccessivamente-sigla di strega per amore. ebbene. sono convinta di essere stata la prima ad avere avuto questa idea, quindi potete immaginare la faccia che ho fatto quando l’anno scorso l’ho sentita in centro a bologna dalla borsetta di una ragazza. naturalmente sarà stata influenzata da un’amica che l’aveva presa da un’amica che l’aveva presa da un’altra amica che l’aveva presa da me. ovvio. perchè io sono stata la prima. ma tant’è. io mi sento un po’ streghetta maldestra e anni 70. e adoro questa musichetta.

ma quando mi chiama la mamma, non si sbaglia. un bel uander uoman non glielo nega nessuno. perchè è anche lei un po’ super donna, ma anche profescional con l’occhialetto (e soprattutto col suo capello nero, l’occhio ceruleo e certi cinturoni dorati sfoggiati negli anni 80 mi ricorda un sacco proprio l’attrice).

quando è il papà invece a chiamare, dopo anni di magnum pi ai e alcuni mesi di stanlio ed ollio (abbandonata precocemente quando lo zdoro ha ben pensato di utilizzarla per le chiamate di suo papà, grazie) è subentrato il raccontastorie, colonna sonora del mio dormiveglia infantile. che proprio mi fa “casa” e “coccole”.

se scatta la musichetta della corrida so che dall’altra parte c’è zdorù. avevo scelto feim-saranno famosi, ma questa la preferisco di gran lunga. e soprattutto si scopre quanto sono simpatica ed ironica: il mio migliore amico è un attore-ballerino-cantante di miusicol professionista.

il vero dramma però lo vivo quando chiama lo zdoro. spenc intona questa canzoncina (presa e tagliata direttamente dalla scena di iutib). vergognoso, vergognosissimo. ma non riesco a farne a meno. mi mette proprio allegria.

e voi? mi svelate quel bel mazzetto di cavoli vostri dicendomi che suoneria usate?

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respiiira…piaaano..respiiira…

Posted by zdora su 27 ottobre 2010

ochei.

è scattato il delirio.

cioè.

tutti e 5, a san siro, il 12 luglio.

iperventilazione.

(a parte che per me hanno aggiunto robbi col fotosciò)

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insepscion

Posted by zdora su 28 settembre 2010

prima della mia personalissima ed alquanto inutile recensione, bisogna che andiamo indietro nel tempo di un paio di mesetti.

premessa: lo zdoro, in quanto super-precisini ed arraffa-occasioni, mi ha reso partecipe della stupenda iniziativa della 3, quella che ti fa andare al cinema gratis una volta ogni tot. scoprendo di avere la tessera gold, abbiamo un film alla settimana (summo gaudio et giubilo). tra le proposte, ce ne siamo visti di bellini (de bocs), di così così (per esempio l’apprendista stregone) e…di inguardabili. tra questi uno che non ci saremmo mai aspettati.

infatti, 2 mesi fa per l’appunto, ci troviamo al cinema a vedere il film con leonardo di caprio. certo, si parlava molto di sto prossimo film con leo, che sarebbe stato favoloso e avrebbe conquistato tutte le platee. quindi eravamo piuttosto gasati all’idea che l’avremmo visto pure gratis. certo, se mi fossi informata meglio sul titolo, forse avrei capito che stavamo sbagliando film. c’era leo, c’era una storia complicata, ma era un polpettone ai miei occhi inguardabile. si chiamava “sciatter ailand” o qualcosa del genere. tutto scuro, tetro, piovoso, freddo. uno strazio.

poi arriva la notizia che c’è questo nuovo film con di caprio (ancora?!?!).

inutile dirlo, lo zdoro con amico e zdora (pronta a farsi amabilmente i cavoli suoi con cellulare caramelline ed affini) catapultati al cinema a guardarlo. nella mia testa, infatti, questo film (come, per esempio, airon men) sta allo zdoro come tutti i film con iug grent stanno a me, quindi sono piuttosto scoraggiata.

punti negativi:

  • certo, in questo momento era meglio se lo zdoro non lo avesse guardato, era un po’ troppo, sentimentalmente parlando, impegnativo.

punti positivi:

  • farsi tutto il secondo tempo dritti sulla sedia.
  • voler provare sta cosa dei sogni.
  • cast spettacolare
  • gongolare per il combattimento nel corridoio e per la città che si piega su se stessa.
  • guardare gli altri, quando le luci si accendono ammutoliti, che se ne escono come bastonati e saper dire solo uno “stica…” soffocato dall’emozione.
  • il regista è cristofer nolan, lo stesso del film di batman, quello col giocher impazzito. quello che mi ha fatta star male per la tensione continua. e lo stesso di memento. nzomma, uno cervellotico ai massimi livelli. adoro.
  • il figlio ricco non so perchè mi sembrava di averlo già visto in altri film. lo ricollegavo alla iuta. due secondi su uichipedia…ed ecco svelato l’arcano: era lo spaventapasseri in qualche batman
  • il perchè della pioggia del primo sogno è sensazionale.

quindi il mio voto per questo film è 8+ (per avere 10 doveva esserci iug grent, obiusli)

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capisci di essere invecchiata

Posted by zdora su 19 settembre 2010

quando, guardando gli emtivì auard, senti parlare di tale elemento con una certa enfasi dalla presentatrice più che ventenne, come se si trattasse di un bel maschione. aspetti trepidante, arriva un cosino inseguito dalle fan che inizia a fare il fenomeno, e le tue considerazioni sono solamente queste:

  • ma chi è?
  • ma che fa?
  • oddio che mossette allucinanti*
  • ma…ma…è piccolissimo**!

vorrei precisare che esso si chiama giastin biber (io aggiungerei anche un “on” alla fine del cognome). se cliccate sull’immagine avrete visione della sua pagina di uichipedia (e potrete costatare che sono riuscita a mettere un linc in un’immagine).

*notare che, quando i teic det facevano anche peggio, nella mia testa erano affascinanti e si, pure maschi

**è nato nel 94, per cui ha 16 anni. ecco: a sedici anni ancora con la voce bianca?!?!?!

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