Zdora

l’angolo del futile

stasera cucino io

…così non dovete più cercarvi le ricette in giro per il blog

SUPER RICETTA DELLA SDAURA TOPA

ingredients:

  • pasta, naturalmente, per riempire lo stomachino (mica tanto ino) affamato. e poi non si deve scongelare, quindi fa prima
  • olive in frigo restanti da un’altra pasta fantasia fatta allo zdoro con tanto ammore che doveva andare via e non aveva tempo di prendere nulla
  • pomodori secchi della cop, sempre in frigo e aperti dall’altro giorno in cui non avevo voglia di preparare e me li son mangiati con du fette di pane del mulino bianco
  • una cipolla perchè una cipolla si usa sempre per i sughini. ma non per il gusto: perchè fa molto “zdora tra i fornelli”. e poi fa quel profumo di casa-appena-torni-da-scuola-e-la-mamma-ti-ha-fatto-da-mangiare
  • olio cop perchè dobbiamo risparmiare

preparescion:

  • prendere la pentola e riempirla d’acqua, metterci un pugnetto di sale ma non troppo perchè è meglio deficere quam abundare, col sale (anche per non rifare tutto dopo). si, il sale lo metto subito, chi se ne frega se bolle 20 secondi dopo.
  • prendere un padellino piccolo (che tanto son da sola e che me ne faccio della padellona, un sugo soltanto devo fare), metterci un filino d’olio e poi un pochetta di cipolla (”savola” o “cipuddha”, dipende se parlate con me o con lo zdoro)
  • guardare le olive. pensarci un po’ su e poi dire fra se e se “dai, ce la farò”. quindi tagliarle in pezzi piccoli, tipo di 4 millimetri.
  • pesare la pasta. decidere che 100 grammi sono forse troppi, ma tanto è piatto unico. versarla nell’acqua che bolle (ed è già salata, che comodità) e poi guardare la cipolla che sta rosolando, pensare che si, le olive ci staranno bene-e poi le ho già tagliate-e mettercele con un po’ di dubbi. mi raccomando i dubbi: sono l’ingrediente essenziale.
  • guardare l’orologio. la pasta si fa in 11 minuti, mi sono dimenticata di guardare che ora era ma ne saranno passati si e no due, quindi calcolare 8 minuti.
  • assaggiare il micro sughetto con un po’ di diffidenza. accorgersi che fa un po’ schifo. sperare che i pomodorini ci stiano bene. sgocciolarli e tagliarli in pezzi piccoli, per quanto sia possibile e schifoso dato il sudicio olio che inzuppa le dita. lavarsi le mani. fare un respiro profondo. dire (si, dire, non pensare. siamo soli ma un po’ di incoraggiamento ci vuole, suvvia) “si, è la mossa giusta” e…
  • …buttare nella padellina pure i pomodorini. e vedere che, dopotutto, il sughetto non ha un brutto aspetto. anzi, che fame.
  • scolare la pasta, pensare se è meglio mettere tutto nella pentola con la quale la si è cotta o usare il padellino del sugo. optare erroneamente per il padellino, vedere che lì non si riesce a mescolare un tubo, far andare un po’ il fuoco sotto e servire.

e vualà. il piatto è pronto. assaggiare e pensare che è proprio buono (in realtà penserete “che culo, mangio decentemente”). sbranare tutto in pochi minuti.

ROTOLINI DI TACCHINO

(altrimenti chiamati “crognoletti”)

ingredients:

  • fesa di tacchino 1 kg
  • ricotta 700 g
  • sale qb
  • olive snocciolate
  • prosciutto crudo/spec
  • burro

preparescion:

  • macino la fesa->pappina con ricotta
  • con le mani faccio salsicciotti e ci infilo dentro l’oliva
  • arrotolo il salsicciotto ripieno in fettina di crudo/spec
  • in padella con burro a fuoco lento e coperto
  • attenzione! sarebbe meglio lasciar riposare i rotolini in frigo per un po’ prima della cottura!

bene. ora le postille a queste indicazioni criptiche:

punto uno: la fesa va macinata nel mulinecs, poi, dato che si ingruma tutto, aggiungendo la ricotta sarà tutto più pappettoso e i grumi di carne non tagliata verranno inglobati e non avranno scampo. il sale aggiungetelo lì. punto due: l’oliva va messa al centro del crognoletto, così farà l’effetto sorpresa quando si taglia. ungersi le mani prima favorirà l’assenza di fastidio di tutta quell’appiccicosa poltiglietta.

il consiglio della zdora è: servire con purè, che è la morte sua.

SUPER-TORTA DI MELE

(della mamma dello zdoro)

ingredients:

  • burro 100 gr
  • zucchero 100 gr
  • 2 uova
  • farina 200 gr
  • mele: 500 gr pesate prim di sbucciarle e snocciolarle e insomma renderle a fette
  • un lievito
  • buccia di limone grattugiata

preparescion:

  • accendere il forno, così all’ultimo punto non direte “cacchio! il forno andava già scaldato!” e le mele non daranno giù l’acquetta rendendo il vostro lavoro vano
  • mettere insieme burro e zucchero. per esperienze precedenti, consiglio che il burro sia non proprio appena preso dal frigo…
  • aggiungere le uova alla sbobba precedentemente impiastricciata. tutte intere.
  • andare di farina e di lievito
  • grattugiare la scorza di limone finchè…beh, io non l’ho mai capito, quanta ce ne voglia
  • aggiungete le mele tagliate a fettina sottili
  • infornate a 180 gradi per boh, 30? 40? minuti? piccolezze.

CARAMEI INSULTATI

(e la sbobba croccante)

ingredients presi da internet e da consigli del pasticcere:

  • 100 gr di zucchero bianco (quello di canna fa più scic ma costa di più, qualcuno prima o poi mi spiegherà il perchè)
  • 0,5 dl di acqua. cioè. non si faceva prima a dire 50 ml? oppure un mezzo bicchiere scarso? in ogni caso, vi servirà ben poco, sappiatelo
  • frutta secca, tipo le sansuit, o le albicocche secche, si, quelle schiacciate
  • noci noccioline e mandorle. meglio se già sbucciate e tutto. giusto perchè prenderle con tutto il guscio perchè si risparmia è una cazzata: dopo rimane comunque la pellicina e no, non è coreografico, no.
  • frutta fresca a piacere, come uva, mele e ananas. il brutto dell’uva è che dall’impeto di rompere la parte duretta di zucchero, al momento dello sbafamento, può fare schizzi. c’è anche chi suggerisce banane, che disapprovo in quanto politglietta inutile (se secche potrei anche accettarle) e fragole (che ho assaggiato e non mi hanno per niente esaltato, boh, mi sembrava fermentassero, chiuse così, tutte soffocate)
  • 1 pentola di rame (come se tutti ce l’avessimo in casa, si), sostituita da me medesima dal pentolino antiaderente
  • cucchiaio di legno. che, bello poroso, vi assorba tutto per poi essere difficilmente lavabile se non disponete di lavastoviglie. ma io si, quindi poco m’importa.

preparescion:

  1. prendete lo zucchero, occhio! ad essere precisi con le quantità! mi raccomando, al grammo eh. poi mettetelo nel pentolino.
  2. sempre badando alle quantità infinitesimali, andate a versare l’acqua. mescolate abbondantemente finchè il tutto non vi sembrerà, indovinate cosa? acqua e zucchero.
  3. mettete sul fuoco dolce! mi raccomando. e mescolate, mescolate.
  4. mescolate
  5. mescolate e chiedetevi se il fuoco non sia troppo dolce. alzate la fiamma e spaventatevi perchè l’acqua fa le bolle e il tutto diventa una specie di polenta frizzante.
  6. spostate il pentolino, osservatelo da vicino perchè non siete proprio convinti e decidete che si, sono solo bolle, dai. quindi riprendete a mescolare sul fuoco.
  7. mescolate
  8. mescolate facendo un po’ più fatica. cazzo! si sta ingrumando tutto. ma l’imbrunire dello zucchero è un’utopia, comunque.
  9. decidete che si, è ora di incavolarsi. dopo mezz’ora è anche lecito, non credete? quindi prendete ad insultare quei grumi incrostati che vi stanno facendo perdere molto tempo ed energie.
  10. verso il 35° minuto accadrà una magia. l’acqua finirà di evaporare con un ultimo soffio di vapore, dopo di chè lo zucchero sarà IDENTICO a come l’avete preso dalla confezione. bianco, senza grumi. lo potete rimettere pure via che non è cambiato nulla.
  11. decidete che avete sbagliato, l’acqua probabilmente non doveva essere così tanta. ne mettete due cucchiai.
  12. due cucchiai sono troppi, ci arrivate tardi. quindi aggiungete zucchero finchè non vi sembra un buon compromesso.
  13. mescolate
  14. fate esattamente ciò che avete fatto dal punto 4 al 10.
  15. arrivati allo stesso risultato, alzate la fiamma e urlate “BRUCIA BASTARDO!”  continuando a mescolare.
  16. e notando che lo zucchero comincia a diventare più marroncino
  17. dopo 5 minuti 5 dal fatidico urlo il caramello sarà lì, pronto, filante.
  18. prendete degli stuzzicadenti ed infilateci la frutta secca e le noci e noccioline. dopo di che intingeteli nel caramello.
  19. dopo i primi 2, capite che è meglio inclinare il pentolino per non bruciarsi e sfruttare di più il bagno di caramellodsc00516
  20. potete fare così anche con la frutta normale, ma quella si fa a mo di spiedino, con i bastoncini grandi.
  21. nel caramello che rimane buttate un po’ di mandorle, a occhio, dipende da quanto volete denso il croccante.
  22. stendete la sbobba sulla carta forno e oplà. vi sembrerà di essere alle giostre, o alle sagrette di paese.

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POLLO IN GROTTA

(da zdoroziamaterna2)

ingredients:

  • un petto di pollo di quelli già confezionati che si trovano, che so, alla cop
  • sempre alla cop: due sacchettini già pronti con le spezie seccate, uno con erba cipollina e l’altro con timo
  • prezzemolo fresco
  • pasta sfoglia
  • un uovo

preparescion:

  • prendere i petto di pollo, tenete la vaschettina di polistiroletto. sul tagliere si va a togliere tutti i pezzi  laterali che ci danno fastidio, tipo pezzi di cartilagine o cicciolini particolarmente tediosi alla masticazione.
  • in una terrina mescolare prezzemolo (preciuedentemente tritato), timo ed erba cipollina. dopo di chè metterne un po’ sulla terrina.
  • adagiuarci dolciuemente il petto di pollo e coprirlo con il restante miscuglietto . poi accorgersi che dolciuemente non si appiccica niente, quindi spatasciare il tutto schiacciando ogni angolino finchè non si impana bene ogni millimetro di quel fottutissimo pollo (che già sono indispettita). meno male che il prezzemolo un po’ appiccicaticcio aiuta.
  • lasciarlo per 3-4 ore a crogiuolarsi nel suo miscuglietto. magari coperto con un po’ di domopac.
  • passato il tempo (magari a chiaccherare amabilmente con un’amichetta), scoprire la vaschetta dal domopac e accorgersi che il profumino che si sprigiona è qualcosa di paradisiaco
  • scrollare bene il pollo. togliere più erbetta appiccicata e schiaffarlo in padella con uno sputo d’olio propriounosputinoeh, salarlo e poi metterlo coperto e che si cuoccia il minimo indispensabile (insomma, che non faccia ancora tutta quell’acqua)
  • ri-impanarlo nelle erbette, ma stavolta non esagerare, giusto uno straterello, che se no danno un po’ fastidio
  • rigirarlo nella pasta sfoglia, e poi, se si vuole, spennellarlo con l’uovo (in mancanza del pennellino io uso uno scottecs, non è male dai. meglio di schpalmare col dito)
  • mettere tutto in forno per, che ne so, tipo 20 minuti. dai, ognuno di noi conosce bene il suo forno e sa quanto e come deve cuocere la pasta sfoglia. per esempio, io so che devo far andare a 200, mettere il caldo sotto per 10 minuti, e poi mettere il caldo normale (che col caldo sotto di solito scende la temperatura, quindi siamo a 180°) per 15 minutini.
  • e vualà

rotolo

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4 Risposte to “stasera cucino io”

  1. manulea said

    Ti sei lavata le mani, tesoro?

  2. maritino said

    14/10/2008 Ore 19:45. Pasta Alla ‘Nduja!!! Non dico altro

  3. fabrizio said

    Si devo dire molto casalinga ma di sicuro interesse (un po’ tagliata col falcetto e menu abbastanza elementare potevi fare meglio)

  4. zdora said

    pure tu potevi fare meglio, tipo mettere almeno una virgola

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