Zdora

l’angolo del futile

Archive for the ‘io io io’ Category

viva l’itaglia

Posted by zdora su 21 marzo 2011

mamma, sai che sono contenta di essere nata propio qui?” disse una zdorina impubere appena conscia che esistesse una nazione

e come mai?

beh, sai, noi siamo stati propio fortunati a nascere itagliani. noi ci possiamo parlare, mica come quegli altri che fanno dei suoni strani. pensa che difficile capirsi

era tutto più facile.

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vi dirò

Posted by zdora su 13 luglio 2010

dopo una settimana stressante ma soddisfacente, un uichend dilaniante terminato con 7 ore di macchina e un giorno di assestamento posso finalmente dire che mi sto rilassando un sacco. io e il mio zdoro a jesolo per una settimana. che guduria.

unico neo della situazione: io mi scotto subbito. al massimo mi arrosso, ma niente abbronzatura. quindi già da ieri trac! righetta del costume sul decoltè. per evitare tutto ciò devo comprare un reggiseno senza spalle, a fascia. ma le fasce fanno l’effetto “orecchie di cocher” (copirait di manu), quindi ne devo trovare uno sagomato. n’odissea. non esiste!

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primi passi

Posted by zdora su 31 maggio 2010

orbene.

questo pomeriggio, siorre e siorri, ho fatto la mia prima sostituzione senza alcuna referenza. semplici coincidenze della vita, come il fatto che io andassi da questa collega (che possedeva il mio cv da diverso tempo) per promuovere pappe. e lei, nel dover scegliere da chi farsi sostituire dopo 3 giorni, abbia pensato a me e mi abbia chiamata. cioè. tutto da sola, eh.

per quanto riguarda il settore pappe, appunto, la vita è ben diversa da quella di un’informatrice di medici umani. tante chiacchere, speriamo alcune buone impressioni, ma in linea di massima lavoro tranquillo e sereno. talmente tranquillo e sereno che sto cercando di accompagnare a questa ditta un’altra, magari farmaceutica. tutto ciò potrebbe significare un doppio stipendio con un giro di visite solo. e molte molte chiaccherate in più. poi ti trattano tutti da collega. che guduria e serenità.

venerdì gli zdori, in quel del friuli, hanno definitivamente scelto il viaggio di nozze. si faranno un bel giretto panoramico-animalesco, faranno paraponziponzipò e poi si faranno coccolare di brutto sulla bianca sabbia.

sabato una botta di vita, dritta dritta al cuore. pensavo fosse pesante, impegnativo, anche un po’ noiosetto. ma. ho conosciuto cinzia, fresca fresca di parrucchiere, dai molteplici anelli e braccialetti, con le unghie rosse. ho conosciuto tonino, che alla lotteria ha vinto una lima glitterata, accogliendo la notizia con tiepido entusiasmo (avete presente murigno che bacia la coppa?ecco).  ho conosciuto alice, all’inizio un po’ schiva, che dopo il primo giro del campo, approfittando del favore delle tenebre (ovvero, che tutti fossero girati dall’altro lato), si avvicinava al cavallo rochi con il chiaro intento di salirci ancora sopra. ho conosciuto genitori e accompagnatori con due palle così, che io mi sogno di essere così forte per due. ho conosciuto paola, amica di tutti, istancabile valletta della tombola (perfetta, se non se ne fosse scappata ogni volta coi numerini appena letti), dall’abbraccio contagioso. lo zdorù, mentre la faceva salire sul cavallo “che brava che sei, io avrei paura!” “io ce l’ho. ma la paura, se non l’affronti, ti rimane dentro e fa male”. devo aggiungere altro? si. ho donato dei sorrisi e un po’ di tempo spensierato. ho ricevuto una lezione di vita che mi mancava da un po’. simile ad una bella strigliata.

domenica, dopo tanto dannare per il non rispetto e l’ipocrisia del mondo del lavoro, un passetto di dignità. stend di una nota casa di vendita di pezzi per gli addetti ai lavori. mi presento (ci eravamo messi d’accordo che ci saremmo beccati lì), anche se so già che il posto non mi interessa. trattata con sufficienza, nonostante serva a loro, vengo messa in un angolo col venditore numero uno che mi spiega come è diventato tale. ad un certo punto: “sai, uno, per essere agente, deve volerlo tanto da sempre, dev’essere la sua strada. per questo lavoro devi avere la passione” “con tutto il rispetto per la passione degli agenti. ma mi sembra un’assurdità pretendere che un veterinario che ha studiato anni per essere veterinario sogni di vendere attrezzi. e scusi.”(arrivo di un possibile acquirente. se ne va, mi lascia lì come un pero. me ne vado).

no, beh, volevo solo renervi partecipi dell’oroscopo appena letto (CAPRICORNO). allucinante.

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ochei, sono una strega anch’io

Posted by zdora su 1 dicembre 2009

venerdì, pausa pranzo. io alla scrivania con un mandarino in mano, la marica che pulisce. ci mettiamo a parlare. la guardo negli occhi. ha un non so che, sarà mica che…naaaa, zdò, ora non farti prendere dall’impeto. avrà preso l’influenza. ma se…hm…mò jooooochieedo, si

marica, dimmi la verità, ma sei incinta?

no…almeno non credo…cioè, se viene sono contenta, però…no, penso di no

allora ti stai prendendo l’influenza. peeerò quegli occhietti lì non me la contano giusta.

sabato sono a lezione (ago), e mi arriva testuale messaggio

sei una veggente

la marica è incinta!

olè, son proprio strega.

(mi è stato spiegato dall’interessata che subito dopo il lavoro è andata in farmacia e ha preso il test che ha fatto subito subito perchè l’avevo incuriosita)

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coerenza

Posted by zdora su 2 marzo 2009

tale stefania, in un blog che sparlava del mio (si si ne avevo già parlato fin troppo), ha fatto questo commento :

Ragazzi, ho visitato il suo blog! Ma da una che mette tra i libri preferiti Sophie Kinsella e, tra i film, Dirty Dancing, che cosa vi aspettate!??

bene. ovviamente, oltre che aver letto tutti i libri della chinsella, oggi, accompagnata dal mio amico del cuore (altro suo fan accanito), andrò a vedere il film “ai lov scioppin”. si, si, abbiamo già fiutato il flop, ma potevamo esimerci? no, per niente.

ah: i bollettini dicono che, al 90% la creatura in grembo alla franci è femmina.

aggiornamento: fedeltà al libro anzi, AI libri=O. hanno saltato in pratica tutto per dare un’accozzaglia di eventi alla rinfusa e perdere l’occasione di far assaporare tutta la storia per bene. ecco, io ci avrei fatto un telefilm, sai che bello?

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una bambina sveglia

Posted by zdora su 17 luglio 2008

da piccola, i miei cugini venivano a passare l’estate da noi. la casa si riempiva di bambini/ragazzini figli di amici e ogni giorno era festa grande. io ero quasi la più giovane nel gruppo. immaginate gente che arrivava ad 8 anni più di me e le barzellette che ne scaturivano…un episodio mi ha indelebilmente marchiata come la sveglia del gruppo. girava una barzelletta, alla fine della quale tutti ridevano come pazzi. ma io non la capivo. ovviamente non facevo vedere. mi chiedevo, però, perchè i grandi non la raccontassero. nella mia testolina arriva il pensiero sbagliato “se non la raccontano vuol dire che…che…NON LA SANNO! ora farò un figurone e vedrai che salto di qualità“. bene. aspetto il momento giusto, durante un pranzo. devono essere tutti seduti, bambini, genitori, tutti, tutti. aspetto il momento buono e attacco “sapete chi è flesch?” mia madre, mio padre e tutti i ragazzini sbiancano. io, imperterrita “l’uomo che arriva subito“…facce sconcertate. “e flosch?“…”l’uomo che non arriva mai! ha ha!” io rido, loro decidono che è meglio cambiare velocemente discorso. quella sera mi sono convinta che i miei amichetti mi prendessero in giro, che ridessero apposta pur sapendo che la barzelletta non aveva senso. oddio, a me, un po’ simpatia, sto eroe mascherato tutto stanco che non riusciva a camminare dalla stanchezza, me la faceva. anni anni anni dopo mi sono resa conto. brucia ancora.

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raffreddada

Posted by zdora su 18 giugno 2008

lo zdodo eda balaticcio. io ho fatto l’idfedbierida. lui oda sta guadeddo, io c’ho la tesda cobe ud pallodcido.

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marzo 1994

Posted by zdora su 4 aprile 2008

leggendo un bel post mi è venuta voglia di ricordare cose a cui non penso da tempo. quindi…mmm…novantaquattro…mmm…vediamo…novaantaquaattro…dov’ero? che facevo? oh porco cane, non ce la faccio ho troppo sonno e non riesco a fare i calcoli. uddio, ci sono: prima liceo. frangetta e capello riccio tipo ambra. i teicdat e il mio amore spropositato per marc ouen. umberto e il cuo caschetto lissio lissio e i bacini sulla guancia e le mie falsissime speranze. il corso di inglese, quello avanzato, al quale sono stata l’unica di prima ad accedere, e c’erano tutti quelli grandi carini. l’alless e sua madre che mi viene a chiedere all’uscita da scuola dov’è finita, e io non so che risponderle perchè ha marinato. il siga vestito da tarzan per la ricerca sull’africa (l’avevo ideata io, la ricerca plurisensoriale, anche col te col latte) che ha fruttato un bell’8 in pagella. la silvia e i balletti di “t’appartengo” con mossette di ambra studiatissime, e io che stavo a ridermela perchè era serissima. il maglioncino rosa bucherellato con gli sciorts mutandali neri per andare in disco il pome. quelli di quinta che tutte sognavamo, ma che solo io conoscevo dall’inizio grazie alla chicca. quelli di terza che tutte sognavamo ma io li conoscevo meglio grazie a massi. il mio primo sciopero, e papera che mi lascia e quindi il mio primo sciopero a frignare. la prima assemblea d’istituto all’auditorium, e l’elezione di miss liceo (ha vinto una di prima, noi tutte fierissime). uatzgoinon cantata benissimo dalla marta. la canzone degli aerosmit con quel gruppo rep cantata da due “fighi” di quinta (si narra che uno, il più timido, abbia bevuto per riuscire ad apparire sul palco). i bodi. il maglioncino blu bucherellato da cucco con bodi blu sotto, per evidenziare una siluett che di siluett da donna aveva ben poco. danza e le spaccate che non riuscivo a fare. la sara che mi spiega cosa sono queste famigerate seghe di cui tutti parlano dicendomi solo “cico cico” e facendo uno strano gesto: giuro di aver pensato che non poteva essere, quindi se l’era inventato. oppure era una puttanella. da brava ragazzina suorina potevo pensare altro?

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freddo e stanghez

Posted by zdora su 28 gennaio 2008

  • mi sta venendo il raffreddore. tosse e muco che si sta impossessando della mia testa piano piano, inesorabilmente. prurito al naso. cof cof. voce da trans (che aumenta la parvenza di unoquattroquattro quando rispondo al telefono). freddo e stanghez.
  • questo uichend a firenze. una comitiva di imbecilli che parlava ad alta voce in corridoio per buona parte della notte ha fatto si che i miei tentativi di riposo fossero vani. per due notti. aula fredda. treno con bambina bavosa e raffreddata di fianco mentre la madre e il presunto nonno si facevano beatamente i cazzi loro nelle poltrone di fronte. freddo e stanghez.
  • matteo viviani ha fatto un servizio alle iene nel quale seguiva un camion che si è fermato dopo circa 24 ore di guida intervallata da pochissime pause. povero, piccolo tesoro. mi faceva sonno solo a guardarlo. non ho detto che mi faceva solo sonno. comunque. freddo e stanghez. e molto molto fastidio dopo aver scoperto l’esistenza di una fidanzata (si, lo so, io c’ho lo zdoro, e allora? a nessuno di voi ha dato fastidio quando si sono messi insieme bred e angelina?!?)
  • occhei. è caduto il governo. c’è chi è contento. ho capito che prodi vi stava un tantino sulle palle, ho capito che ora avete la possibilità di rifarvi, ho capito che vi sentite vincitori. ma: potete per favore evitare di stappare lo sciapagn che probabilmente sto offrendo io? da quanto mi sembra di aver intuito ho già da pagare le prossime elezioni. freddo e stanghez.
  • oggi mi specchio in una vetrina. non che veda la strafiga di turno super taglia 40 e super tirata. ma vedo me stessa, ovvero quella che immagino di essere. cioè: io un po’ tondetta lo sono sempre stata e sempre lo sarò, e non mi immagino mai sta campionessa di magrezza. solo che, facendo una vita più movimentata, mi sono un pochino asciugata (termine da mamma, lo so, ma rende, anche perchè peso sempre più o meno uguale). ed ora vedo ciò che immagino. strana sensazione. freddo (ho meno ciccia attorno) e stanghez (e beh, vita più movimentata).
  • l’altro giorno, mentre spettavo al freddo che aprisse una pediatra,è passata una signora con un bellissimo meticcio al guinzaglio. il mio primo pensiero è stato “oooohh, che teneroooo…come vorrei avere sempre a che fare con le bestiute”. il mio secondo pensiero, ovvero “ma che cazzo penso? io posso già farlo. cazzo, sono una VE TE RI NA RIA. il lavoro che sogno da sempre potrei già farlo che cazzo sto a fare qua fuori ad aspettare di chiudermi in una sala d’attesa con tanti odiosi marmocchi malaticci?!?”, mi sta facendo rimuginare senza sosta da tre giorni. freddo e stanghez. e forse du lineette de febbre.

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29 e non sentirli

Posted by zdora su 24 gennaio 2008

domenica ho compiuto 29 anni. l’ultimo anno col 2 davanti. guardo le veline, le ragazze della tivù. le vedo tutte “grandi”. per il 2% di queste è vero, 20% hanno più o meno la mia età e…il restante 78? % può avere anche 10 anni meno di me. per l’appunto le veline. com’è che mi sento sempre più piccola? basta rendersi conto che al tigì, quando succede qualche tragedia ad una trentenne, parlano di “donna” (DOOOONNAAAAAA?!?!?!?!). ieri guardavo un’informatrice in ospedale, che camminava speditamente con passo sicuro. la guardavo come una “grande”. il mio pensiero flesh è stato che aveva più o meno dieci anni più di me. guardando meglio: al massimo aveva la mia età. devo ancora abituarmicisivisi.

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