Zdora

l’angolo del futile

Archive for the ‘le recensioni della zdora’ Category

Ingiustizie cinematografiche

Posted by zdora su 10 luglio 2012

-pagare di più un biglietto perché il film è in 3d, quando poi, di 3d, c’è una dico una scena.
-se tutta la storia la state rimescolando a vostro piacimento (o ero io che credevo quella di prima fosse quella giusta? Mah), perché quel povero zio ci deve comunque rimettere sempre la pelle?!
-se il film è alle 9.30, mi aspetto il film alle 9.30, non la pubblicità, che peraltro fa iniziare il suddetto film alle 10
-sempre sulla mezz’ora abbondante di pubblicità: è una contraddizione o sono io a sbagliare di credere che facendo sorbire centocinquanta stupidi spot e treiler alle persone si debba far pagare meno?
-basta. basta. basta con le piccole storie che comparsano nel film senza uno scopo al suo sviluppo. E senza che si risolvano, peraltro (cerchi l’assassino di tuo nonno? Parte della storia lasciata lì a fermentare senza risoluzione)
-finale del film: scritta di cui non mi ricordo nulla con una ragnatelina al centro che cresce a poco a poco andando verso gli spettatori. Anzi no. Cresce poco. Dopo mezzo secondo, i titoli di coda. ma che ci voleva a farla crescere molto di più per avere finalmente un 3d degno di nota?
E dire che su sto nuovo spaidermen ci avevano fatto una pubblicità paurosa.

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case

Posted by zdora su 9 maggio 2011

ne stiamo vedendo veramente di ogni tipo. abbiamo scoperto che “affare” non sta per “occasione imperdibile” ma letteralmente per “affare”. nel senso di “coso indefinito, n’affare che sta lì e non si capisce come la gente ci abiti”. insomma, abbiamo visto case che voi umani non potreste immaginarvi. peer esempio:

  • dice l’annuncio: “appartamento in una tal zona con soppalco abitabile e giardino“. nella lingua di noi mortali, che perfino prendiamo delle ore dal lavoro per venire a seguire voi, o agenti, vuol dire: “appartamento striminzito e claustrofobico, in un’adiacenza di un campo nei pressi di un altro campo sperduto vicino a tal zona, con soppalco-nicchia da guardone e giardino. distante 20 metri dall’appartamento”. in pratica, per andare in tal giardino (un recinto con una casetta), dovevi prendere, scendere le scale, uscire dal palazzo, superare i parcheggi e vualà! comodissimo.
  • dice l’annuncio: “casa indipendente con un muro confinante con un capannone di proprietà“. tradotto: “pezzo di tal capannone trasformato in casa adiacente da un lato con il capannone di proprietà (se lo vuoi comprare), dall’altro con un altro capannone. nella zona artigianale del paese”. ora: la cosa brutta è che, a parte la zona (alle 7 iniziano già i rumori di officine et simili) e i capannoni nei quali fra un anno potrebbero anche esserci che so, depositi di vernici tossiche, la casa, dentro, era splendida. entrata con disimpegno, cucina grande con cantinetta interrata adiacente, bagnetto, lavanderia, salotto grande con scala in muratura (miracolo), piano superiore con 3 stanze grandi, uno sgabuzzino e il bagno grande. e il giardinetto. maledetti*. lì abbiamo proprio sofferto.
  • dice l’annuncio: “casa indipendente (aridajje) di 2 piani con giardino“. invece…indovinate? uno era un piano, quello terra per intenderci. l’altro era un sottotetto bello e buono nel quale erano state ricavate 2 camere e un bagno. camere nelle quali dovevi abbassarti per entrarci (porta bassa), e certo non dovevi alzarti quand’eri entrato. se non volevi una travata in testa. ovviamente, il garag era infinitamente comodo e grande. grazie, eh.
  • dice l’annuncio “casa indipendente di due piani, in centro storico del tal paese, con giardino di 130 metri quadri“. ecco. qui non so come commentare. cercherò di mantenere la calma. intanto ci si para di fronte una bicocca minuscola contornata da palazzoni (chi ha visto il film AP! può immaginare la lochescion). molti dei quali…mmm…diciamo…caratteristici. pieni di roba stesa in ogni dove, cianfrusaglie arrugginite in bella vista e quant’altro. comunque. il giardino di 130 metri era una rampetta con aioletta adiacente. non scherzo, erano si e no 20 mq. più no che si. piano terra: soffitto probabilmente progettato da puffo geometra. basso basso. spacciavano una taverna per salotto e una lavanderia per bagno padronale. le camere, anzi no, LA camera e il ripostiglio veramente minuscole. scena trascendentale: voglio vedere fuori dalla finestra, l’agente immobiliare fa finta di non saper alzare delle veneziane. arrivo e le alzo. guardo il balcone a 20 cm da me (il pavimento del balcone, per la precisione) e le riabbasso. punto.

potrei andare avanti per almeno altri punti, ma rischierei di essere ripetitiva. abbiamo capito che ogni annuncio pubblicato da quella tale agenzia è una sòla**. abbiamo capito che, a quel prezzo lì (che poi, dignitoso), se hai il giardino non hai il garag. se hai il garag non hai il secondo bagno. se hai il secondo bagno non hai il giardino. se hai tutte queste cose e stai bene in piedi ovunque, scappa, di sicuro stanno per costruirti di fianco o un allevamento di polli oppure una centrale nucleare.

(a breve la recensione della casa che ci attira un sacco)

*un appunto. se tu, o agente dei miei stivali, mi fai vedere una casa piena di cose aperte e lasciate lì, gli occhiali appoggiati sul piano della cucina, il sapone col beccuccio aperto, i capelli sul lavandino, lo spazzolino sul portaspazzolino in bagno, le pentole nel lavello, e io ti chiedo “ma è abitata?“. tu non mi rispondere che “era affittata, poi gli inquilini se ne sono andati un po’ di fretta“. che non son poi così tanto scema.

**no no, questa la devo dire assolutamente. tale agenzia voleva portarci a vedere una casa. dalla piantina capiamo che potrebbe essere una casa già vista, ma qualcosa non quadra: quelle da vedere era di 135 metri, quella già vista di 80. quindi decidiamo che non è la stessa. ma, dopo l’ennesima sola, prima di approdare a quest’ultima, chiediamo con nonscialans all’agente se si tratti proprio di quella là. risposta: si. “mi scusi, mi spieghi i 135 metri. non erano 80?” “beeeee, ma nooooi consideriaaaamo anche i pooooosti maaacchina!” “quello spazio sul ghiaino davanti a casa di si e no 20 metri?” “” “e poi, com’è che l’altra agenzia la vende a 10.000 euro in meno?” “beh, ma si sa che poi si scende“. chiuso. per sempre.

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fonzi

Posted by zdora su 7 aprile 2011

non so a voi. ma a me, sta roba del dito che parla, mi fa proprio ribrezzo, dolore fisico. mi sa di taglio vivo, ecco. insopportabile.

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bastardooou!

Posted by zdora su 16 febbraio 2011

si, beh, diciamocelo: gli zdori sul divano dotati di copertina, portatile (pagina del deiv fissa) e prisci semovibile, con aria da superiori ed espertoni del settore, si sono proprio gustati sanremo. quindi mi pare ovvio che, da brava esperta, vi esporrò la sintesi di tutto quello che è successo. l’inizio del programma mi è sembrato un po’ ipocrita, con sta bimba impietrita e probabilmente pesantemente sedata seduta vicino a mammà che le dice cose senza senso. poi è arrivato gianni. teso teeeeso. poi luca e paolo, commosso l’uno e cotonatissimo l’altro. poi arrivano le due amicone con un’entrata che penso per 5 minuti sia una specie di gheg su quanto si odino, dato che mi sembrano così brave a far finta di non sopportarsi a pelle. poi capisco che non è una finta (oh mai god). una passo di tango, commenti sui vestiti specialmente di patti pravo e macs pezzali, i capelli della ocsa e la ripetitività imbarazzante delle canzoni di albano ed ecco che è passata la serata.

le canzoni?

boh, io stamattina mi sono svegliata e le uniche due cose canore che ricordavo sono state l’urlo bastardo! e il ritornello di “ti sputtanerò”….

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amanda, il libro

Posted by zdora su 18 ottobre 2010

un libro, scritto da Rocco Girlanda, deputato e presidente della Fondazione Italia Usa, che parla di lei, delle sue aspirazioni, come quella di adottare un bambino. ma solo, badate bene, dopo che avrà incontrato l’uomo giusto, cosa che non è ancora avvenuta. desidera la libertà, perchè vivere in carcere è durissimo, come un limbo. con questo visetto angelico è da biasimare?

primo pensiero:MA STIAMO SCHERZANDO?!?! intanto checcefrega di un libro in cui una persona dalla dubbia credibilità parla di quello che vuole fare. ma poi, perchè? perchè? perchè dare voce a chi ha ammazzato una coinquilina trafiggendole la gola con un coltello? a chi dovrebbe interessare cosa pensa questa ragazza?

secondo pensiero: la stanno cercando di far sembrare una santa pentita. già la rivelazione del cappellano che ha rivelato che per lui lei diventerà suora perchè legge le preghiere con trasporto. e poi la cosa più importante: non vuole incontrare fabrizio corona (da qui si evince la buona fede di questa ragazza, oramai in odore di santità).

terzo pensiero: e se fosse innocente?  sai che brutto se non fosse stata lei e io stessi a dire tutte queste cattiverie a proposito di una povera innocente che sta pagando per altri? mah. però è stata condannata.

quarto pensiero-cattivissimo: cos’ha spinto rocco girlanda a scrivere questo libro? l’immediata popolarità che ne deriva? i soldi?

quinto pensiero, il peggiore: il montaggio di questo video è bestiale. appena parlano del fatto che deve ancora trovare l’uomo giusto, si vede il pezzo in cui lui dice che quando lei uscirà lui sarà lì ad aspettarla. bella pubblicità, che sia vera o falsa, per un libro che si intitola “io vengo con te”.

(ebbravo il regista del video, che se l’ha fatto sorgere a me, il cattivo pensiero, vuol dire che è stato proprio spudorato)

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insepscion

Posted by zdora su 28 settembre 2010

prima della mia personalissima ed alquanto inutile recensione, bisogna che andiamo indietro nel tempo di un paio di mesetti.

premessa: lo zdoro, in quanto super-precisini ed arraffa-occasioni, mi ha reso partecipe della stupenda iniziativa della 3, quella che ti fa andare al cinema gratis una volta ogni tot. scoprendo di avere la tessera gold, abbiamo un film alla settimana (summo gaudio et giubilo). tra le proposte, ce ne siamo visti di bellini (de bocs), di così così (per esempio l’apprendista stregone) e…di inguardabili. tra questi uno che non ci saremmo mai aspettati.

infatti, 2 mesi fa per l’appunto, ci troviamo al cinema a vedere il film con leonardo di caprio. certo, si parlava molto di sto prossimo film con leo, che sarebbe stato favoloso e avrebbe conquistato tutte le platee. quindi eravamo piuttosto gasati all’idea che l’avremmo visto pure gratis. certo, se mi fossi informata meglio sul titolo, forse avrei capito che stavamo sbagliando film. c’era leo, c’era una storia complicata, ma era un polpettone ai miei occhi inguardabile. si chiamava “sciatter ailand” o qualcosa del genere. tutto scuro, tetro, piovoso, freddo. uno strazio.

poi arriva la notizia che c’è questo nuovo film con di caprio (ancora?!?!).

inutile dirlo, lo zdoro con amico e zdora (pronta a farsi amabilmente i cavoli suoi con cellulare caramelline ed affini) catapultati al cinema a guardarlo. nella mia testa, infatti, questo film (come, per esempio, airon men) sta allo zdoro come tutti i film con iug grent stanno a me, quindi sono piuttosto scoraggiata.

punti negativi:

  • certo, in questo momento era meglio se lo zdoro non lo avesse guardato, era un po’ troppo, sentimentalmente parlando, impegnativo.

punti positivi:

  • farsi tutto il secondo tempo dritti sulla sedia.
  • voler provare sta cosa dei sogni.
  • cast spettacolare
  • gongolare per il combattimento nel corridoio e per la città che si piega su se stessa.
  • guardare gli altri, quando le luci si accendono ammutoliti, che se ne escono come bastonati e saper dire solo uno “stica…” soffocato dall’emozione.
  • il regista è cristofer nolan, lo stesso del film di batman, quello col giocher impazzito. quello che mi ha fatta star male per la tensione continua. e lo stesso di memento. nzomma, uno cervellotico ai massimi livelli. adoro.
  • il figlio ricco non so perchè mi sembrava di averlo già visto in altri film. lo ricollegavo alla iuta. due secondi su uichipedia…ed ecco svelato l’arcano: era lo spaventapasseri in qualche batman
  • il perchè della pioggia del primo sogno è sensazionale.

quindi il mio voto per questo film è 8+ (per avere 10 doveva esserci iug grent, obiusli)

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