Zdora

l’angolo del futile

Archive for the ‘che bella cosa, la tv’ Category

ho capito

Posted by zdora su 24 febbraio 2012

che finchè non ti metti a scrivere, il post non si autogenera

che è più facile buttar lì una frasetta ogni tanto su feisbuc

che feisbuc, se ti fermi tu, continua ad andare avanti. il blog no. ed è una tristezza.

che sanremo è sempre il solito carrozzone, ma non c’è da vergognarsi se ti piacciono più di tre canzoni di questa edizione

che, se nevica e sei bloccata a casa, pensi che “il gioco è bello se dura poco” siano parole sante

ma che, se hai scaricato engri birz sul cellulare, “il gioco è bello se dura poco” sia una cagata pazzesca detta da uno che non aveva mai giocato ad engri birz

che forse, il mio lavoro, …mmm…si. beh. mi piace.

che devo sbrigarmi a far fare l’agiliti alla prisci, rischia di impazzire (pincer=allergica alla tranquillità)

che certe volte i sogni son desideri. altrui.

che se ti interessi un po’ di politica e ti ascolti pure programmi difficili quando torni a casa la sera, e stai andando anche bene, appena smetti non ci capisci più nulla. beata ignoranza!

che, se ti arriva a casa uno col megafono e l’aria da cretino contornato da barbi psaico e due o tre arredatori maschissimi, per prima cosa preoccupati: vuol dire che la tua vita e la tua casa fanno schifo, ma te ne andrai in vacanza per almeno una settimana. secondo: la cosa più importante. quando, parlando del più e del meno, ti viene chiesto cosa ti piaccia, non dire MAI cosa ti passa per la testa. perchè? facciamo degli esempi. se la tua momentanea passione fosse, che so, staruors, ti ritroveresti con una stanza piena di spade laser e stelline attaccate sul soffitto, un letto a forma di astronave e orsetto-ciubecca che sovrasta un cumulo di cuscini di domopac argentato (ok pr i primi 5 minuti, ma sai dopo che palle, soprattutto se stai per superare la pubertà tra 2 giorni), per non parlare della sveglia che fa chhhhhhhh chhhhhhhhh, come il respiro di lord fener. ti piacciono i cavalli? la tua camera saprebbe perennemente di cuoio e paglia, la sedia della tua scrivania sarebbe a forma di sella, per salire sul letto dovresti saltare ogni volta la staccionata e i muri sarebbero tappezzati di orribili murales di inquietanti cavalli che ti fissano mentre dormi. quindi? dì che ti piace, al massimo, la sobrietà. anche se rischi una cella di convento.  no! ancora meglio! dì che ti piace il bianco. sai che noia, ma almeno, quando se ne saranno andati, con due secchi di vernice coloriamo tutti i muri (case vicoli e palazzi) e risolviamo.

l’ho fatto. ho scritto. sto meglio, si.

 

 

 

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Posted by zdora su 9 dicembre 2011

 

 

Lui: un amore
Lei: una stronza

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dico la mia su ics factor

Posted by zdora su 22 novembre 2011

copertina, bul (pace all’anima sua: stasera è scoppiata nel microonde), divano da sbrago totale, tivù da cinquecentomila pollici, i miei due amorini, pizza, birretta e clementine. ecco come ieri sera mi sono gustata la prima gudureccia puntata di ics factor.

io, una mia idea, me la sono già fatta. la potevo tenere per me? certo che no.

  • ALESSANDRO CATTELAN: nonostante sia chiaro che è lì perchè è il nuovo cocco della ventura, è stato al suo posto, ha fatto le sue cosine con un certo rigore e non è andato male. troppo positivo come persona per piacermi. e poi. ale. quella camicia color pelle. non va bene, no no.
  • VENTURA: il suo nuovo taglio di capelli è strepitoso, le sta proprio bene. lo zdoro, davanti alla mia ammirazione, serafico, “si, ma pensa alla difficoltà di farseli da sola, quei capelli”. a parte l’acconciatura, la testa è sempre quella. convinta di trovare il talento, in costante balia delle sue simpatie e dei suoi sbalzi umorali.
  • MORGAN: altro storico del programma, prima della venuta di elio era quello più competente, estroso e saputello. oddio, saputello lo rimane. ma piacevole nella sua spocchionaggine.
  • ELIO: colui il quale non ha mai detto qualcosa sulla quale non fossi completamente d’accordo. quindi. mi reputo un genio da quando c’è lui. che per me è un genio. punto.
  • ARISA: il fattore equilibrante in assoluto. non parla tanto, preferisce aprire la bocca per dire cose intelligenti. sottolinea le cose giuste, non si fa prendere dall’impeto (almeno non finchè è stata mandata via la sua al ballottaggio: s’è incazzata di brutto, e addio vocina da bambolina).

i cantanti e le loro prime esibizioni:

  • NICOL: la solita ragazzina insipida ed insicura che poi alla fine si scopre che ha una vociona e ti snocciola gli acuti. mielosa già dal nome, l’occhio languido e spaurito, i suoi “non credevo che mi apprezzassero” hanno un non so che di ipocrita. in una parola: odiosa. canta sto pezzo di gennifer adson, troppo, come direbbe proprio la sua giudice, gigiona.
  • CAFFè MARGò: direi che mi piacevano di più vestite fluo. comunque le adoro. per me l’occhialuta è la più bella del programma, come si dice qua, ‘na gran cartola. e poi abbastanza brave, ma soprattutto d’impatto. l’occhialuta ha la voce più irriverente, l’altra più posata, ecco.
  • CLAUDIO: cartavetrata, bella calda, la sua voce è il clone di quella del cantante dei niccolbec. lui, invece, è il clone di cattelan. cattelan, infatti, fa sbocciare tutta la sua simpatia chiamandolo “la sua custodia”. come se ale fosse un fuscello.
  • VINCENZO: una sola parola. cappellino. troppo di nicchia.
  • FRANCESCA: una bomba. canta l’ultima di adele come se nel frattempo si stesse smaltando le unghie dei piedi. bella, allampanata, co sta voce da paVura (ricordiamoci anche che ai casting ha presentato una canzone dei led zeppeling). ricorda moltissimo elisa rossi di ics factor 2, quella incinta. mandata via mi pare dalla ventura. ma dopotutto pure mengoni a me mi pareva aver la stessa voce di daniele magro (sempre ics factor 2).
  • RAMA: la voce un po’ blec un po soul di ics factor. canzoni che mi danno noia, tutta sta allegria proprio non mi piace. poco male: eliminata.
  • VALERIO: canta una canzone piuttosto tiepida, non si vede quello che può fare. in compenso abbiamo notato che lo stile “fonzi” col capello impomatato e il giumbotto di pelle gli sta proprio male. il ragazzo è delicato, suvvia.
  • I MODERNI: per far capire quanto ci interessava sentirli cantare: io pausa pipì, lo zdoro pausa pipì prisci. li ho ascoltati dopo, su internet. anche no.
  • ANTONELLA: bella voce, bella lei, bella presenza, bella canzone (uat els is der è una delle colonne sonore dei miei viaggi in macchina di un po’ di tempo fa, malinconoia). una delle mie preferite già dai casting.
  • GESSICA: lo zdoro va in un brodo di giuggiole. è innamorato. mi pare ovvio: ricorda l’irriverenza della carmen consoli (sua eroina da tempo immemole). comunque ane a me piace un sacco. quella faccia da bambola allucinata è inquietante. è proprio inquietante lei, tra le preferite pure lei.
  • DAVIDE: occhi decisamente troppo grandi. o è la bocca? fatto sta che da gessica in poi si va sempre peggio. mai uei in quela versione da discoteca non mi garba manco un pochino. lui invece è sguaiato al punto giusto, tira fuori la voce quando serve. penso però che sia stato scelto per aggiungere il personaggio più che il cantante. ma va bene lo stesso.
  • LE CINQUE: si, insomma. sono cinque. “ma sembrano una voce sola”. bravissime eh, ma sai che noia. rischiano l’eliminazione.

al ballottaggio arisa fa presente che forse il metodo del televoto non è poi così efficace, dato che quelle esibite per ultime le hanno penalizzate in entrambi i raund. in effetti pure io l’ho pensato. dovrebbero fare prima tutte le esibizioni, e poi si apre il televoto.

 

 

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fonzi

Posted by zdora su 7 aprile 2011

non so a voi. ma a me, sta roba del dito che parla, mi fa proprio ribrezzo, dolore fisico. mi sa di taglio vivo, ecco. insopportabile.

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quella casa là

Posted by zdora su 7 marzo 2011

questo iuchend c’è stata l’invasione a casa zdori di suocero et genitori della sottoscritta. motivo di questa spedizione: rivedere la tanto agognata e aspettata casa (si, quella per cui abbiamo già iniziato ad informarci per il mutuo). quella col giardino dove vedevo già zompettare allegra la prisci, con lo zdoro che grigliava la carne mentre io raccoglievo le albicocche (si, le albicocche. e allora?) vicino alla pianta di lamponi nell’angolo in fondo a destra. quella in cui mi immaginavo già chiamare aieiie, aliarco e marce per la merenda, affacciata al balcone della cucina e dotata di meraviglioso grembiulino coi fiorellini e in mano una ciotola col tiramisù appena fatto. quella dalla quale mi sarei affacciata al balcone sulla strada salutando i vicini tipo truman sciò. si, proprio quella.

ebbene.

a parte i padroni di casa che manco sapevano un materiale uno, non avevano neanche guardato se le modifiche chieste l’altra volta si potevano attuare ed erano proprio svogliati.

ma.

la porta si apre sul salotto direttamente, il bagno sta lì in mezzo ma se si toglie c’è un bagno in meno ma se non si toglie dove si mangia? che la cucina o ci stai te o ci sta lei,  e le scale già ci vediamo la prisci che ci scivola in mezzo e cade e e si sfracella, e il sottotetto non si può fare lo studiolo che non ci si sta in piedi, ed è troppo piccola e se volete dei bambini come li fai a cambiare che devi sempre o scendere o salire le scale, e per fortuna che ci siamo andati che era umido così si vedevano le mille infiltrazioni d’acqua e poi. la vasca dove la metti? fai una di quelle vaschine minuscole giusto per dire “ho la vasca” ma poi non è utilizzabile? e il letto come fai coi comodini che la stanza è lunga e stretta? e i mobili, dove passano? le scale son troppo strette, le porte finestre di lato idem, quindi?

riassumendo: un disastro.

e via, che si ricomincia con la ricerca (e al diavolo il mutuo, per ora).

(tutto questo scontento non per la casa, nemmeno per il mutuo che avevamo trovato e non sappiamo se ce ne sarà un altro così conveniente. ma perchè sti stronzi hanno tolto “una mamma per amica” la mattina, e io proprio non ci sto)

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bastardooou!

Posted by zdora su 16 febbraio 2011

si, beh, diciamocelo: gli zdori sul divano dotati di copertina, portatile (pagina del deiv fissa) e prisci semovibile, con aria da superiori ed espertoni del settore, si sono proprio gustati sanremo. quindi mi pare ovvio che, da brava esperta, vi esporrò la sintesi di tutto quello che è successo. l’inizio del programma mi è sembrato un po’ ipocrita, con sta bimba impietrita e probabilmente pesantemente sedata seduta vicino a mammà che le dice cose senza senso. poi è arrivato gianni. teso teeeeso. poi luca e paolo, commosso l’uno e cotonatissimo l’altro. poi arrivano le due amicone con un’entrata che penso per 5 minuti sia una specie di gheg su quanto si odino, dato che mi sembrano così brave a far finta di non sopportarsi a pelle. poi capisco che non è una finta (oh mai god). una passo di tango, commenti sui vestiti specialmente di patti pravo e macs pezzali, i capelli della ocsa e la ripetitività imbarazzante delle canzoni di albano ed ecco che è passata la serata.

le canzoni?

boh, io stamattina mi sono svegliata e le uniche due cose canore che ricordavo sono state l’urlo bastardo! e il ritornello di “ti sputtanerò”….

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addio

Posted by zdora su 1 dicembre 2010

tivvù analogica.

(e, per una persona che alla fine saluta e ringrazia qualsiasi cosa abbia fatto parte della sua vita anche solo per poco – vedi rotoli di carta igienica – sappiatelo, è piuttosto difficile)

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un’altra icona se ne va

Posted by zdora su 20 ottobre 2010

sapere che se n’è andato auard chenningam, il buon padre di richi e sottiletta, marito fedelissimo di una fin troppo mielosa merion, mi mette molta malinconia. io sono cresciuta a pane ed eppi deis. come tanti di voi mi sono intristita quando il locale di di alfred andò a fuoco. mi sono emozionata guardando l’attesissimo matrimonio del mio preferito, ciachi. mi ricordo ancora qualche demenziale battuta di ralf malf. alle elementari ho avuto anche il periodo “capelli raccolti con nastro sotto la coda” grazie a gioni. mi chiedevo come mai fonzi, che era veramente bruttino, rimorchiasse sempre e nonostante fosse basso ed esile faceva paura a tutti.

quando a pranzo ci si imbatteva in qualche improbabile puntata di gessica fleccer (la porta sfiga per eccellenza) ed appariva il povero auard vestito da prete (ed ero solita dire alla tv “non fatevi ingannare! ha tre figli!”).

quando vedo qualche comparsata di fonzi e gioni, oppure quando intervistano richi pelato.

quando cercavo di guardare uno dei telefilm più noiosi al mondo (un detectiv in corsia?) per guardarmi ciachi grande

quando, vedendo una mamma per amica, scoprivo che quel volto familiare era di merion travestita da bisnonna (e poi da zia mi pare).

ecco, mi faceva molto “casa”.

oggi è un po’ come quando se ne andò corrado.

(siii, lo so. manco lo conoscevo. però mi spiace lo stesso. ecco)

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addio uilli (tripudio di cattivo gusto)

Posted by zdora su 21 settembre 2010

e che c’è da fare. io rimango basita.

andiamo con ordine.

ieri sera, ultimi 5 minuti di striscia, i signori ezio ed enzino lanciano il servizio di studio aperto sul povero uilli iacchetti.

urco, non lo sapevo che se ne fosse andato. beh, so che posso sembrare cinica, ma sono felice che abbia avuto una vita esemplare, un cane amatissimo famosissimo eccetera eccetera, è stato fortunatissimo. poi mi sembrava fosse vecchietto, quindi la natura ha fatto il suo corso, purtroppo.

dicevamo.

parte il servizio. te pareva che a studio aperto non andassero a nozze con la storia triste di un cane che se n’è andato. solita musichetta di forrest gamp (telegatto all’originalità), immagini strappalacrime. sdegno mio e dello zdoro.

torna la linea a striscia, il signor enzino è piuttosto scosso, se ne va in lacrime, mi viene un magone allucinante. il proprietario che soffre per la scomparsa del suo amico a 4 zampe è la parte peggiore, mi lascia sempre tristissima (eutanasia docet) ed impotente. ma andiamo avanti.

ezio greggio ci saluta e annuncia che, per stargli vicine, le veline dedicheranno lo stacchetto finale a uilli. e qui io e lo zdoro rimaniamo a bocca aperta, sconvolti:

lo stacchetto consiste nelle veline che “ballano” allegramente col gabibbo impugnando guinzagli vuoti (tipo quello del cane invisibile di aldogiovanneiggiacomo).

di cattivo, cattivissimo gusto.

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capisci di essere invecchiata

Posted by zdora su 19 settembre 2010

quando, guardando gli emtivì auard, senti parlare di tale elemento con una certa enfasi dalla presentatrice più che ventenne, come se si trattasse di un bel maschione. aspetti trepidante, arriva un cosino inseguito dalle fan che inizia a fare il fenomeno, e le tue considerazioni sono solamente queste:

  • ma chi è?
  • ma che fa?
  • oddio che mossette allucinanti*
  • ma…ma…è piccolissimo**!

vorrei precisare che esso si chiama giastin biber (io aggiungerei anche un “on” alla fine del cognome). se cliccate sull’immagine avrete visione della sua pagina di uichipedia (e potrete costatare che sono riuscita a mettere un linc in un’immagine).

*notare che, quando i teic det facevano anche peggio, nella mia testa erano affascinanti e si, pure maschi

**è nato nel 94, per cui ha 16 anni. ecco: a sedici anni ancora con la voce bianca?!?!?!

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