Zdora

l’angolo del futile

inviperita

Posted by zdora su 11 aprile 2011

orbene. è arrivata la primavera, dicevamo. gli uccellini cantano più allegramente, la natura esplode in tutta la sua grandiositezzitudine, le giornate sono più lunghe e c’è più luce. in parole povere, si notano di più i capelli bianchi che troneggiano dal ciuffo. presa dall’ansia di tutto ciò, mi precipito dal parrucchiere. si, sempre quello. con la speranza che ci sia il mio preferito, e non quell’oca che parla parla e fa dei tagli pietosi e scomodi. ops. non c’è lui. ma, gioia delle gioie, non c’è manco lei. mi accoglie mis “sto qua proprio perchè devo”, e mi zompetta attorno quello che penso sia il pezzo grosso della situazione, ovvero il digei giuseppe magro e con le sopracciglia a filino. con un leggero tono di voce sopra le righe. la mis mi mette a sedere, io le spiego che voglio un castano senza rossiccio in mezzo, e basta. lei mi tira una pezza di due ore e mezza sulla tinta di moda di questo periodo, ovvero dei filini in mezzo seminascosti un po’ più chiari degli altri, tipo di un quarto di tono. dopo i miei “no” iniziali, interviene pure il ghei latente convincendomi che aggiungerebbe luce ad un colore altrimenti troppo sciapo eccetera eccetera. ad un certo punto sbotto con un “ok, basta che non venga fuori una cosa tamarra e non venga rossiccia“. poi cominciano a tirarmi in ballo il fatto che dovrei spuntarli. mi rifiuto, anche per le seguenti 2 ore, in cui il discorso verrà ripreso in modo continuo ed insistente.  risultato: mi pigliano 5-6 ciocchine in mezzo alla fluente chioma, me la decolorano e mi tingono gli altri capelli. quando decidono che sono abbastanza decolorati, tolgono il domopac e me li lasciano lì, visibili, in tutta la loro platinità. “ma scusa, non sono un tantino chiari?” “ma nnnooo…adesso quando finisce la posa della tinta e ti laviamo emulsioniamo il tutto e diventano castano chiaro!“. non convinta da tutto ciò, inizio a pensare, a ragione, di essere una fessa. arriva la tanto attesa emulsionata. terminati i 3 minuti più lunghi della mia vita (mis tira i nodi che è una meraviglia, fra poco le salto alla gola), arriva il volpino de nosotros e sento che dice a mis di farmi un “ulteriore sciampo colorante”. “scusa, non si sono tinti? che succede? (forse le leggi della fisica mi danno ragione?)” “no, no, adesso facciamo un’ulteriore sciampo colorante (già sentito, spiega meglio cara), così raggiungiamo il risultato voluto“. mpf. scappa zdora, scappa. troppo tardi. “ma scusa, poi non è che va via prima e mi tornano platinati, vero?” “ma nooo“. certo, avrei dovuto capire che facendomi lo sciampo senza distribuirlo su tutto il manto capelluto (ciappo che mi raccoglieva i capelli sopra, quelli tinti e senza colpi di sole-perchè è di questo che si tratta, non prendiamoci in giro) i colori sarebbero stati sfasati. appunto. mi sono trovata con:

  • parte superiore (per intenderci, tutta la parte che viene tagliata via a lusi liù nel suo ultimo duello in chil bil): castana. stop.
  • parte inferiore: castana un filino più scura. con delle stricchette marron chiaro

mister simpatia, alla fine dell’asciugatura, arriva, sputando una stronzata del tipo “hai visto che cambiamento?“. risposta “stai scherzando, vero?” “ma no, guarda…no aspetta, vieni alla luce del sole…” (terrore terrore, ho un degiavù apprezzabile solo da chi ha letto la storia dei miei capelli) “non si vede niente” “ma siii, daiii“.

andiamo alla cassa, dove, con nonscialans, mi spara un prezzo imbarazzantemente alto giustificabile solo in una seduta da gian luì davìd in persona che mi cambia il luc in modo radicale facendomi inoltre diventare una gnocca da pavura. “scusa, ma perchè il prezzo è di 40 euro superiore a quello che di solito pago per taglio colore e piega?” “eh, sai, ci sono andati via quattro tubetti di colore, hai i capelli lunghi” “e meno male che non me li sono fatti tagliare come volevate, se no dovevo aprire un mutuo“. addio, non mi rivedrete più. ladri che non siete altro. spero che falliate.

e per finire questo esaltante racconto, la perla del mio migliore amico “sai, sembrano più rossicci“.

(grazie a tutto ciò e ad un mio sfogo con la padrona di casa, ho saputo che riccardo, quello bravo per intenderci, si è trasferito dalla concorrenza, e con sè si portò via gran parte della clientela. almeno ora so dove andare-e per fortuna è vicino)

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5 Risposte to “inviperita”

  1. abdon said

    stanotte, non ci crederai, ho sognato il tuo matrimonio….il problema è che le bomboniere erano dei criceti roborosky allevati da te e ottenuti grazie a una particolare selezione di soggetti bianche e di soggetti bluette (vedi video degli eiffel 55). Aiuto.

  2. manulea said

    Mi sono venute le lacrime alla parola “emulsionata”, tutto il resto era perso in una nebbia lacrimosa. Cavia. Posso tranquillamente dire che hai fatto da cavia.
    (e i criceti per bomboniere no, ti prego)

  3. zdora said

    abdi, ti vieto di mangiare pesante la sera…anche perchè si sa, perchè sia un sogno realistico i topi dovevano essere almeno lilla. anzi, dovevano essere delle cavie.

  4. LaVale said

    anche secondo me hanno fatto esperimenti sul tuo capello … grrrrr

  5. pipuffa said

    a me quando dicevano rossicci, veniva l’aria da volpino…

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