Zdora

l’angolo del futile

delle mie vacanze

Posted by zdora su 4 gennaio 2010

ochei, si, non si tratta proprio di vacanze dato che non lavoro da un mesetto nuovo, ma io l’ho vissuta così, ecco.

  • GRANDE SMACCO alla mia capacità di predire le gravidanze. la mia testimone aspetta una figlia. senza nemmeno che io l’abbia sognato, eh. non la vicina di casa, non una compagna del liceo. la mia testimone. che poi, quando mi è arrivato l’emmemmesse con la nanerottola in 3d la sottoscritta s’è messa a frignare come una cinquenne, ma è un’altra storia. la manu sostiene che sono come sansone, da quando ho tagliato i capelli non funziono più. ergo: si fa sempre più vacillante la mia sicurezza sulla femminilità del bonsai.
  • ma chiariamo pure il mio taglio di capelli. ora ce li ho alle spalle, sfilacciati, un pochino più corti dietro. il commento di chiunque è stato “ma te li tagli ora che ti servono lunghi?”. e beh, settembre sarà dietro l’angolo, ma non così tanto, dai.
  • NATALE IN CASA ZDORA. purtroppo il papà aveva l’influenza, quindi niente bagordi estremi come ogni anno. poco male: mi sono arrivati un mucchio di regali, primi tra tutti la borsa maxencò che miravo da mesi e mesi (zdoro) e un navigatore satellitare (genitori zdora). aneddoto sul navigatore: il 25 sera decidiamo di provarlo. imposto un paese che quasi non avevo sentito nominare, schiaccio vai! e dopo 5 minuti ci troviamo dispersi nei campi su strada fangosa col sedere della macchina che scivola. mancava solo che uscisse triller dalla terra ed eravamo a posto. ci accorgiamo che, tra le impostazioni, c’era “evita traffico”, ma non pensavamo che una strada asfaltata significasse ingorgo. nelle campagne friulane, poi. fatto sta che pensano tutti che siamo andati in camporella (facile a credersi, con la fiancata totalmente invasa dal fango). dopo quest’esilarante esperienza, approdiamo nel locale in cui ho passato la mia adolescenza, con amici di amici che continuavano a riempire il bicchiere (mio) con prosecco che scendeva giù che era una meraviglia. mal di testa atroce per tutto il 26.
  • il 27 mattina mi sveglio, vado nella super cucina fighissima della mamma, e preparo la tenerina. ora: appena a casa dei miei propongo di fare qualcosa, mi si guarda con aria di scusa e mi si dice che c’è altro da mangiare e che quindi non è il caso. ma i continui “potevi farne due, di tenerine“, “hm…senti che profumo” e “cavolo, peccato che te la porti via” mi hanno fatto capire chiaramente che O la prossima volta che salgo preparo un dolce O posso anche scordarmi vitto e alloggio. cooomunque. la tenerina è andata a sfamare altre boccucce in quel di padova, precisamente gli zdori e la famiglia di colei la quale non è un camaleonte ma ha sempre il vestito giusto al momento giusto. piaciuevole parassitismo degli zdori nella sempre calorosa casa tutta piena di natale e gatto e pancette che crescono (per bimbi o per rimpinzamento, nel nostro caso). che è sempre bello vedersi e ciaciolare, e ringraziare di preziosi consigli in materia di matrimonio. abbiamo capito che a nulla servirà chiedere le buste o fare la lista, il regalo orripilante arriverà sempre.
  • breve sosta a bologna e poi giù, nel salento, per il CAPODANNO A CASA ZDORO. amicici che non si vedevano da un po’, divudì con ricordi di inestimabile valore, la serenità di aver già deciso cosa fare la notte del 31. appunto. ci troviamo in un discopab (una discoteca coi tavoli). la tavolata comprendeva gente allegra, gente brontolona e pure una pettinatura allo schiaffo. ma era numerosa, e a me ste cose piacciono un sacco. iniziamo a sederci con il lieve presentimento che l’animatore, ovvero il tipo pelato che ci ha accolto con una squillante voce al microfono, non se ne starà zitto un attimo. all’antipasto ormai abbiamo questa certezza, ma nel frattempo ha fatto un’imitazione di renato zero piuttosto carina. alle 23.55, all’arrivo dei secondi piatti, siamo a quota 8 canzoni di renato zero (sempre con cambio di tutina e occhialoni), un giochino a gruppi nel quale bisognava indovinare la canzone, nonchè un inquietante siparietto con alcuni soggetti pescati dal pubblico che dovevano prima ridere, poi piangere, e poi fingere un orgasmo. alle 23.57, dopo esserci liberati del giullare di corte (che ci ha lasciati con un pietoso “siete un pubblico fantastico, come non ne ho mai avuti prima“), il padrone del locale prende coraggio e fa “ragazzi, scusate ma non riusciamo a portarvi i bicchieri in tempo per il brindisi, quindi se uno per tavolo venisse a prenderli…“. la ressa. dopo aver, nell’ordine, brindato, mangiato il secondo, aspettato ed ingurgitato il dolce, il dubbio su dove diavolo la gente riuscirà a ballare viene sciolto dal sempre presente animatore che ritorna alla ribalta e ci spiega che dobbiamo alzarci dai tavoli cosicchè li possano togliere e dobbiamo portare i cappotti nel guardaroba al modico prezzo di un euro per non ingombrare le operazioni. tra incredulità, incazzo e speranza che almeno non suonino niente di renato zero, obbediamo e per un’oretta buona aspettiamo che tutti, ma proprio tutti i tavoli siano tolti e messi di fianco accatastati tipo chiusura. inizia alleluia la musica, che comprenderà un repertorio decisamente anni 70 e della musica aus. notare: ogni canzone durava dall’inizio alla fine, uno strazio. ma sono diventate così, le discoteche? spero di no, sentendomi veeeeechia vecchia. beh, decidiamo di prenderci una crep nel paese dello zdoro, dopodichè alcuni impavidi se ne vanno nel faro più estremo a vedere l’alba (a tutt’oggi hanno la febbre).
  • dopo la bellezza di 5 ore, la sveglia è d’obbligo, dato che ci aspetta il pranzone del primo. che fino ai 23 anni avevo ignorato, dato che dalle mie parti siamo soliti svegliarci tipo alle 17.00.
  • dirvi di quanto mi sia divertita, di quanto sia orgogliosa di me stessa dato che ho battuto a singstar lo zdoro su “sere nere” (suo cavallo di battaglia), di quanto sia stremata dal viaggio di ritorno di ieri è superfluo, e vi sorprenderà di meno del fatto che ho già trovato un’occupazione. per poco, ma è pur sempre un’occupazione: un mese e mezzo di sostituzioni per due pomeriggi a settimana, portandomi a casa, in pratica, quello che mi portavo a casa prima con estenuanti ore di lavoro alla mercè di quegli stronzi. certo, come si suol dire me la sto facendo sotto, ma si cresce così, no?

buon anno a tutti!

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3 Risposte to “delle mie vacanze”

  1. Buon anno anche a te, Zdora!
    P.S. “Abbiamo capito che a nulla servirà chiedere le buste o fare la lista, il regalo orripilante arriverà sempre”. Straconfermo! Noi abbiamo fatto buste E lista, e ci siamo ritrovati lo stesso con 8 cornici d’argento. Mia moglie era sul punto di uccidere l’amica che le aveva consegnato l’ennesimo pacchetto piatto e squadrato, ma lei si è salvata con tre parole: “E’ un’antipastiera!”

  2. Michela said

    (zdorita, per la prima volta mi sono sentita tutto il tuo ‘lissn tu’: cool, baaaabe!)

  3. manulea said

    La tenerina era buonissima, il bonsai ha assai apprezzato!
    Ma dimmi, cara: quale regalo ti è piaciuto di più? I calici tempestati di palletti dorati? La coppia di statuine goldoniane dorate? La cioccolatiera d’argento?
    Mi son dimenticata di farti vedere l’alzatina-portafrutta (usata una volta in due anni e mezzo per metterci sopra carote, finocchi e sedano da pucciare nel pinzimonio), l’assortimento di vasi e le 7 cornici.
    Ah, concordo con Termoionico: di cornici (e di vasi) te ne arriveranno a bizzeffe.

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