Zdora

l’angolo del futile

respira, zdora, respira

Posted by zdora su 18 dicembre 2008

Quando si è nervosette per i fatti propri ci sono delle cose che è vietato fare, tipo: parlare con qualcuno che non ascolta e si lamenta e basta, andare alle 5.30 all’ipercop, iniziare una discussione col proprio patner, cercare di non controbattere ai commenti del solito saputello di turno, telefonare ad un numero verde per un rimborso di qualsiasi tipo, mettersi a provare dei vestiti di una taglia in meno per vedere se ha funzionato la dieta, guardare le vetrine di negozi troppo costosi (in questo momento pure coin lo è, per il mio conto in rossissimo, ma tant’è), cercare di fare amicizia con quella smorfiosetta là, fare sciopping da sole (la situazione potrebbe sfuggire di mano), studiare. ce ne sono altre, inveciue, che è indicatissimo fare. un bagno caldo, una doccia fredda, una lunga telefonata di sfogo (o per i più “avanti” una videochiamata aggratis sul messenger), sciopping con l’amica (che ti fa tenere coi piedi per terra), farsi coccolare dal proprio parrucchiere, riguardarsi dirti densin, fare l’amore, starsene a poltrire, cantare a squarciagola in macchina, ballare, fare sport (questo l’ho messo solo perchè a qualcuno piace-mi dissocio totalmente).

ma. ci sono casi in cui uno di questi ultimi piaciuevoli passatempi va a finire dritto dritto nella prima lista. ovvero

vado dal parru. mi deve fare colore e piega e (ma non credo ci sia bisogno, non è lunga) accorciare un pochino la frangetta. mi fa accomodare e mi mette nelle mani di (dai invento un nome fittizio..mmm…) debborah, una nuova tipa col taglio da giamburrasca finito sotto una falciatrice. ora. io ho i capelli lunghetti, eh. sapete quando spennellano le radici con la tinta e prendono le ciocche e le spostano a destra e a manca tipo riportone? che alla fine quasi quasi ricordate eduard mani di forbice? ecco. tutto ciò con una viulenza e degli strattoni non da poco. ma lascio fare. dopotutto se fa così ci sarà un perchè. ecco: perchè? beh. inizia la parte dolente. mi spennella le lunghezze facendo ben attenzione a pettinare e districare tutto. con la solita delicatezza grazie alla quale ormai la ricorderò per sempre. resisto. perchè si sa, son decisamente molto restia a saltare al collo di una povera ragazza così, dopo i primi 5  minuti. intanto inizio a seccarmi. seccarmi molto. la manu sopporta via msn i miei sfoghi, dopodichè vado al lavaggio. mi fanno accomodare sulla poltrona delle dive, di quelle che ti siedi e si allunga finchè ti ritrovi stesa, con il capello sciampato e col massaggio sciazu alla schiena. penso che sarà decisamente una cosa buona. peccato che, come un avvoltoio, si ripresenta debbi coi suoi guanti che le stavano troppo grandi (ARG! ancora meno sensibilità!), pronta a lavarmi. e qui inizia la scena che oserei definire bennihilliana. mancava solo la famosa musichetta fafafafà. dicevo: inizia a ingrumarmi tutti i capelli con tanto di quello sciampo da lavare tutte le persone nel salone (per una settimana), creando una nuvola di schiuma che va dritta dritta nelle mie orecchie dandomi quel simpatico senso di ottuso. sciacqua. creando sempre più inestricabili nodi nei miei raperonzoliani capelli. la leggiadria arriva a picchi inspiegabili quando deve sciacquarmi sotto il collo, alzandomi in modo brusco la testa e inzuppando ben bene il mio asciugamano sul collo. sensazione umida. naturalmente le orecchie manco le caga, quella. sospiro, prendo l’angolino dell’asciugamano e faccio il solito gesto da signora che si alza dal lavaggio, quello di sturare. solo che io ero ancora lì, stesa, che maledicevo la bacarozza. mi tampona i capelli, inizia a pettinare. masticando il ciungom usa testuali parole “mmm..se ti dò fastidio dillo eh, che sono super-annodati“. io ora sono convinta che fra 5 secondi urlerò e le balzerò addosso tipo coala strappandole le sopracciglia a morsi. ma sto giù. respira zdò, respira che non è educato urlare brutta zoccola lasciami stare. finita l’immane tortura del pettine (tesoro. te.so.ro. nessuno te lo ha insegnato che per pettinare i capelli della nuca bisogna essere delicate e non infierire strattonando tutto il capello senza tenere la base?), vado alla seggiola del taglio. “non so se dare una micro spuntatina alla frangia, è lunghina ma così mi piace“. zac. ovviamente troppo corta. proprio a natale e capodanno. penso che dai, lui ne sa qualcosa, non come me che son demodè. almeno sono scappata da quell’invornita di una nanerott…no! rieccola! n…non oserai mica…si, mi asciuga. dove la parola “asciuga” è inteso come un nuovo modo di pettinare i capelli col fon vicino, stando attente a tenerli attaccati attaccati alla testa, così quelli superficiali si asciugano e continuano a bagnarsi perchè mantengono sempre il contatto con quelli sotto dato che la spazzola li rischiaccia giù, mentre quelli sotto, siorri e siorre…mantengono un’umidità pari al 500% impregnando ancora di più il già plurinzuppato asciugamanino sopracitato. il tutto facendo ammuffire i cervicali e dando una snervante sensazione di fastidio alla sottoscritta, la quale sta pensando, lì seduta, se esternare l’intestino della scarrafona a mani nude attraverso uno squarcio nella pancia o rivoltandolo in fuori per il buco del sedere. ora stira i capelli. mezzora a ciocca, non sto scherzando, rivolgendo tutto il getto del fon sulla testa e sulle guance dell’ormai scalpitante cliente, donando un simpatico colorito alla aidi alle guance per la durata di almeno due ore. quando riesco ad uscire da questo inferno, mi precipito in macchina e, chiuse le portiere, inizio ad urlare. e dire tante tante parolacce. alla debborah ho augurato solo…di non avere animali da curare, e di non farsi trovare per strada. mai.

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11 Risposte to “respira, zdora, respira”

  1. Marco said

    Ecco, già avevo poca voglia di andare a tagliarmi i capelli, adesso me l’hai fatta completamente passare.

  2. carlo2003beta said

    Io per non sbagliarmi vado dallo stesso da tutta la vita. E ne ho di annetti, eh!

  3. manulea said

    Oh ragazzi. posso testimoniare, mano sul cuore, che in quell’oretta e mezza di tortura della povera Zdora ho sentito crescere l’irritazione in diretta. Oh sì. Palpabile addirittura attraverso lo sterile schermo del messenger. Credevo veramente che stesse per azzannarla alla giugulare.
    Oooohhhhhhhhhhmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm

  4. LaVale said

    no Zdora no… questo massacro ai tuoi capelli e al tuo umore non dovevi proprio permetterlo … e le mie amiche sanno che il parrucchiere ed i capelli sono l’unico posto per cui cornificherei la radio .. quindi ho letto tutto d’un fiato e con il mal di pancia! se torni lì ti faccio annusare il pepe.. e se vuoi un salone doc, call me!

  5. verypipuffa said

    Nonono, ma come si fa? Che brutta esperienza… Paragonabile solo alla massaggiatrice con le mani fredde!

  6. Michela said

    …se c’è una cosa
    che dà fastidio
    ma MOLTO FASTIDIO
    è
    quando una SHAMPISTA ti inzuppa l’asciugamano.
    Odio.
    OOODIOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

  7. Sinceramente non capisco. Perchè sopportare tutto ciò? Forse per riscattarsi dal cattivo karma di una vita precedente? Per espiare in anticipo eventuali peccati? Boh! Anche signorilmente potevi protestare da subito, no? Mica te la facevano gratis la tintura (meglio, la tortura) e quindi ….

  8. zdora said

    ti spiego subito: essendo così nervosa avevo paura di “sbroccare”. ovvero, invece che protestare gentilmente, avrei di sicuro esagerato. dato che è risaputo che io non so litigare, mi sono trattenuta. in ogni caso mi sono ripromessa che, quando tornerò dal parru, chiederò espressamente di essere fatta da lui e non da un’assistente sempre diversa ,che potrebbe essere brava o meno. e se si offenderà pazienza.

  9. Termoionico said

    Wow, un’altra – come me – che non riesce a litigare. Ti capisco, quante volte ho inspiegabilmente e masochisticamente sofferto in silenzio… Detto questo, mio cognato è parrucchiere e mia moglie ha lavorato con lui fino a tre anni fa. In cambio di una modica percentuale, posso consigliarteli 😉

  10. zdora said

    come minimo!

  11. Acci! Hai ragione, anche a me capita di non riuscire ad essere “signorile” ma di passare direttamente a qualcosa che non è proprio proprio insulto, ma insomma ci si avvicina molto. O perlomeno è così che viene percepito e quindi … si passa subito alle mazzate! E però, anche tu, eh …. io ad essere “fatta” dal mio parrucchiere ci metterei la firma, se somigliasse a Riciard Giir! :-)))) Buon Natale e buon anno nuovo!

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