Zdora

l’angolo del futile

e per la TERZA volta, vasco

Posted by zdora su 21 settembre 2008

e questa volta, mi sono superata: armata di cappellino verdognolo, maglioni, cappauei vari e paninetti. 4 ore ad aspettare al freddo e all’umido, e dove? nella zona dei posti a sedere non numerati, nel fulcro dei fansv sfegatati capeggiati da una specie di animatore improvvisato, una via di mezzo tra franco franchi e giò pesci. con meno denti. il giochino, dalle 8 alle 9 (9,01 è cominciato lo sciò: sempre puntualissimo, il vecchio) era quello di far partire la ola e farla proseguire per tutto lo stadio.

ci siamo riusciti (si, mi ci metto pure io dentro) due volte su 25 (tentativo più tentativo meno). si iniziava con oooooooo agitando le manine (tipo quando si cantava alleluia alleluia in chiesa ma sta volta in avanti) e poi via! tutti in piedi a cercar di smuover quegli ismiti alla nostra destra. gli ismiti non si muovevano e allora il capetto de noartri urlava “SVEGLIA!” e poi via di improbabili insulti (da “vi venisse a tutti la sciolta” a “li mortacci TUE” dato che parlava ad un gruppo di più persone). io e lo zdoro con le lacrime agli occhi dalle risate. e poi via di coretti come “tutto lo staaadio!” o “olè olè olè olè vascoooo vascoooo“. c’era chi prendeva le birre, chi se magnava l’insalata di riso dal tapperuer, chi si faceva le canne e chi faceva le puzzette che tanto non se ne accorgeva nessuno (tranne me, che sono stata presa d’assalto da delle zaffate che neanche fetorlandia).

poi è iniziato tutto.

la gente che ballava e cantava presa dall’entusiasmo ha creato un po’ di teporino e non mi son più congelata. lo zdoro è tornato bimbo tutto feliciue col cappellino e la maglietta* e gli occhi lucidini e io…beh, io questa volta mi son messa a cantare (quelle 3 che sapevo) e ballare.

*camicia, maglioncino da bravo ometto, e sopra la maglietta di vasco con maniche corte: uno spettacolo.

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6 Risposte to “e per la TERZA volta, vasco”

  1. I concerti sono dei momenti di aggregazioni favolosi, dove se anche un cantante ti piace il giusto, riesci ad entrare nello spirito della serata e ti diverti da morire.
    E poi Vasco è trascinante sempre e comunque e pure io, come te, conosco tre canzoni e nemmeno per intero..

  2. ste965 said

    …e il 4 ottobre tocca a me!

  3. zdora said

    …che culo

  4. Termoionico said

    Il concerto è l’evento socio-mediatico per eccellenza, ma serve anche una certa tendenza ad autoimmolarsi. Nel ’98 a Imola c’ero anch’io in mezzo ai 110-120 mila dell’Heineken Jammin’ Festival (lì era saltato fuori qualcosa di molto peggio della ola: quel tormentone “Valerioooooo!!!” che ci ha ammorbato per tutta l’estate). Gran fitto, poghi e gomitate, ma il sentirsi parte di una massa in festa ti ripagava di tutto. Ora no. Ora vado da un amico che abita al sesto piano di un condominio di Piazza della Pace (distanza dal Dall’Ara: 100 metri scarsi) ed è quasi come essere lì. Mi sono parecchio imborghesito in dieci anni, sigh.

  5. carlo2003beta said

    Non te imborghesito Termojo’… te sei sempliscemente umanizzato!

  6. zdora said

    comunque: era autoIMOLArsi, nel tuo caso. si, la stanchezza fa brutti scherzi.

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