Zdora

l’angolo del futile

dilaniescion

Posted by zdora su 12 marzo 2008

sabato: mi alzo super presto, doccia e parrucco, stiraggio e valigiaggio. partenza e capatina ad un centro commerciale, giusto per spendere du soldi per un maglioncino abbastanza sottile da stare sotto la giacca ma abbastanza maglioncino da tenere caldo in caso di ggelo. ne trovo uno, neanche a dirlo, color glicine. riparto. arrivo alle 5. trovo l’albergo ale 5.30 ovviamente. dopotutto lo sapete che il mio senso dell’orientamento è pari a zero. mi posso riposare due orette, quindi mi apposto sul letto e trac! sonnellino con tivù. alle 8 CdC e collega mi prendon su con la palettina e mi portano a mangiare fuori.

domenica: evviva, si riposa. scherzo, naturalmente. alle 8.30 in fiera. ci appostiamo in uno stend già preparato sabato e, sorpresa delle sorprese, non fa freddo. maglioncino sprecato. insieme a tutti i colleghi (CdC, collega delle mie parti, collega che sta sempre seduto, dottore che mi ha insegnato al corso e figlio superbravo ma anche supercarino-come persona) lo stend è un po’ scomodo. e mi sento pure inutile, quindi le prime ore di lavoro sono passate preparando caffè con la macchinetta. ma…ma…non è lo stend che è scomodo. sono io che sono appollaiata su questi trampoli di 10 centimetri, e ad ora di pranzo sono già con due zamponi al posto dei piedi. ma non mi posso cambiare le scarpe, perchè la furbetta della zdora s’è messa pantaloni un tantino lunghi, e con dei tacchi più bassi farebbero l’effetto “bambina con roba della mamma”. quindi passo il resto della giornata a penare. arrivo in otel, doccia e di nuovo cena coi colleghi. ore 10 e mezza dormo.

lunedì: sempre la solita combriccola, il tacco è più basso e quindi sto più comoda. la giornata però è piuttosto pesantina, il collega mi vuole raccontare tutta la sua vita minuto per minuto..e lo fa. alle 6 CdC è come al solito a caccia di medici, ed io sto scoppiando di noia e di nervoso, perchè so che alle 8 dobbiamo essere al grandotel a pigliare su dei medici per una cena. come volevasi dimostrare, arrivo in otel alle 7.15. alle 7.45 sono pronta, alla porta. ho messo una bella gonna a tubino un po’ strech, molto fescion, con camicetta leggera e scaldacuore lilla. e mi sento veramente gnocca. a parte queste inutilità, che però servono a sopravvivere in questi momenti, so che forse devo guidare perchè le macchine non bastano. lo scopo della serata, per me, è rompere il ghiaccio con un dot che mi snobba in maniera spudorata pure quando vado nello studio a parlargli di cacca. la cena è imbarazzante per me. nonostante mi sia presentata col mio nome e come informatrice, insistono tutto il tempo a chiamarmi “signorina”. ciò mi fa sentire la escort di CdC, la squinzietta che uno si può portare dietro. preciso che CdC è correttissimo e giammai ha fatto battute maliziose o insinuazioni. giusto per. la mia postazione si trova davanti ad un mega spiffero e, quando aprono le porte, sento il giuelo correre su per la schiena. inutile dire che il dot, nonostante i miei tentativi di instaurare un dialogo, sono vani. tutto questo calvario va a finire a mezzanotte e mezza quando, esausta, mi poggio sul letto. e quando scopro che la mia gonna a tubino s’è strappata nello spacchetto dietro (e beh, guidare col tubino fa il suo effetto).

martedì: la situazione si fa ttraggica. sonno violentissimo con giramento di testa e palpebra pesantissima. sono sola con CdC, il che vuol dire: io allo stend e CdC a procacciare in giro per il congresso. tutto. il. giorno. la cosa positiva sono stati i dialoghi incoraggianti con alcuni amichetti che, qualche sorriso, me l’hanno strappato. manu e la sua laringite, vale e i nostri deliri, ale e, pure lui, i deliri. verso le 5 sono il fantasma di me stessa, alle 6 sono uno zerbino. non ce la faccio più. l’idea di partire in macchina per tornare a bologna mi spaventa un po’. sono veramente stanchissima. riesco ad uscire dalla fiera dopo mezz’ora, tra gli incoraggiamenti degli amichetti. prendo la macchina e il viaggio, grazie alla vociue della vale che dalla radio mi accompagna e mi tiene sveglia, procede lissio come l’olio.

stamattina: mi sono data il mio tempo, ed ora mi preparo per uscire. sempre meno convinta.

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4 Risposte to “dilaniescion”

  1. Laperfezionestanca said

    Direi che ti sei data il tuo tempo e che dovresti passare a cercarti un altro lavoro, un tantino più a stretto contatto con gli animali e con la loro cacca. Se cacca deve essere, che sia almeno quella giusta. Dov’è la Zdora che mi ricordo? E chi è questa tipa che fa un lavoro che non le piace giusto per beccarsi lo stuipendio? Eh no, carina, una roba simile può andar bene per me, che ho 48 anni e tutti le illusioni evaporate (ma nonostante ciò sogno ancora), ma non va bene per te, ciccina. Datti una mossa, scolla il tuo culetto da dentro la gonna a tubo, ficcati un paio di gins e sbattiti per cercare qualcuno che ti paghi per infilare braccia dentro bufale arrabbiate. OK?

  2. zdora said

    mi hai letta nel pensiero.

  3. carlo2003beta said

    Io volevo dire che dopo tre giorni sono arrivato a finire di leggere sto post.
    Salve, anacleto! Salve.

  4. manulea said

    … anche perchè il grin viola altrimenti che lo lasci a fare, ad ammuffire nell’armadio?!?

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