Zdora

l’angolo del futile

risse di giornata

Posted by zdora su 3 marzo 2008

oggi ho mandato a stendere un nonno il quale, dopo che aspettavo di entrare da una pediatra da un’ora e un quarto, mi passa davanti, parla alla nipotina e le dice “quando escon gli altri và davanti alla porta così fa passare noi“. all’orecchio. peccato fosse probabilmente sordo così l’hanno sentito fin in strada. arriva il momento clu, dopo che da me è stato precisato che io non ero là per passare davanti alla gente ma alla fine stavo aspettando da un bel po’ anche se avrei dovuto entrare ben prima, tra una visita e l’altra. la bimba si spiaccica davanti alla porta e guarda il nonno che ora non sa più che fare perchè sa benissimo che ci sta facendo una figura barbina. la dottoressa dice “avanti” e sta al telefono. nonno libero de noartri dice con aria innocente “mmm…di chi è il turno?“. io, acidissima “di chi vuole che sia il turno, suo naturalmente. con tutta sta scena della bambina alla porta di chi vuole che sia, il turno. è suo. vada, vada“. nonno “scusi?!?! (con la faccia di quello offeso)“. poi mi guarda in faccia e capisce che è diventata tutt’altro che da cristina d’avena dei poveri. quindi abbassa sguardo e cresta. la dottoressa ridice “avanti“, io ferma, lui le chiede chi deve entrare, e lei, sensazionale “entra la dottoressa che è da tanto he aspetta“. tiè, vecchiaccio maleducato. sentire i miei pensieri sarcastici che venivano fuori mi ha dato una gran liberazione. anche se devo ammettere che da brava bambina il senso di colpa c’è stato, un mezzo secondo.

pago il parcheggio dell’ospedale. chi ti trovo come al solito: la zingara alla macchinetta che vuole i soldi e ti sta a fissare mentre paghi, dicendoti quante belle cose augurerà a te e alla tua famiglia. presa dallo sconforto le dò 10 centesimi. lei protesta “bella ragazza, altri 50, altri 50, devo prendere panino“. “senta, le ho dato quello che potevo. e quello che volevo. con quello che raccoglie da stamattina ha fatto più soldi di me. in più sono qua per lavoro. ” “altri 50, altri 50, no dieci, non vanno” “bene, allora ridammeli (comincio a darle del tu perchè mi sono rotta) che li dò a qulcuno a cui servono” “altri 50…” “ridammi quello che ti ho dato” “COL CAZZO!” il tutto infiocchettato con un femminile e velato gesto dell’ombrello. e poi se ne va via.

giornata rissosa.

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7 Risposte to “risse di giornata”

  1. mantiduzza said

    anch’io vorrei poter avere a che fare con nonnini da raddrizzare e zingare esose. invece si cazzo di dr. e dott. mi stanno veramente rompendo!
    snob schifosi. inizio ad odiare la categoria…

  2. mantiduzza said

    dico, averci a che fare ogni tanto, per dare a loro tutta la dose di insulti che si meriterebbero i suddetti dr. e dott.

  3. zdora said

    he he…

  4. manulea said

    Se pioveva e l’ombrello l’avevi tu (senti che itagliano!!!) potevi randellarla per bene.

  5. zdora said

    senti mantidù…ma non è mica che ci incrociamo ci salutiamo e non sappiamo chi è l’altra?!?!
    manu, pioverà di sicuro giovedì, giornata blocco traffico e quindi giornata su e giù con gli autobus. sono meglio di un meteo, io, quando devo uscire o andare dal parrucchiere…

  6. valentina said

    ehm , mumble .. non so , a questo punto, se augurarti buon lavoro .. o meno !

  7. sidrina said

    osta…t fa male fare quel lavoro lì, sai? nn t riconosco +!!!

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