Zdora

l’angolo del futile

Archivio per Maggio 2008

zdorina in de uord

Pubblicato da zdora su 29 Maggio 2008

prima, guardando soddisfatta tutti i pallini sul mappamondo che trovate in basso a destra, mi sono soffermata su un puntino. uno. proprio lì, nello iucatan, proprio lì, dov’ero circa un annetto fa. la prima cosa che ho pensato è stata “urco! lucio (addestratore italiano) ha visitato il blog!”. poi mi sono soffermata ancora un po’. ed ho provato qualcosa di molto simile alla…non riesco neanche a dirlo. dai, ce la posso fare: alla…mmm…nostalgia. che roba strana. cioè: se esistesse il teletrasporto o qualcosa di rapido ed indolore penso che una giornata ce la passerei. salutare tutte le persone che vorrei salutare, vedere come stanno, andare a mangiare i tacos de poio con mucio guacamole seguiti da una superba pignacolada. ecco, quello farei. c’è qualcosa che, pur essendoci stata male male, mi manca. quell’afetta e quell’odorino di pesce la mattina presto presto. e poi lui, peresosito. quanto mi manca. vorrei vederlo e coccolarlo e notare quanto è diventato grande e dispettoso e puzzone, avendo la speranza che da un momento all’altro mi riconosca e mi chiami “mamma” in peresosese. vorrei riprovare la sensazione appena uscita dall’aeroporto di cancun, tutto pulito e con tutte quelle palme. tante aspettative, e quel tramonto, che è stata la prima cosa che ci ha accolti e l’ultima a salutarci quando siamo volati via.

Pubblicato su mehiho olè | 5 Commenti »

tregua con giusi

Pubblicato da zdora su 28 Maggio 2008

ochei, ho sempre manifestato il mio disappunto a proposito dell’appellativo “originale” dato alla voce di giusi. speravo non vincesse solo perchè non avrei sopportato un ulteriore martellamento di cosiddette sentendo questa espressione un’altra volta. ma. ma. a livello di persona la tipa mi piace un sacco, mi ispira proprio simpatia. e la canzone inedita proposta ieri, alla finale, mi è proprio entrata in testa e non esce, decisamente azzeccata. ma non ditemi che è originale, mai più. plis.

Pubblicato su che bella cosa, la tv | 3 Commenti »

resoconto

Pubblicato da zdora su 28 Maggio 2008

beh, diciamo che la prima giornata da simil veterinaria non pagata ha dato dei frutti. ho coccolato la gatta della clinica, ho tenuto stretto uno iorchi che sembrava un’anguilla, ho salutato diligentemente dei proprietari che sono venuti a prendere il loro gatto ah! e ho spento la luce che fa caldo quando codesto gatto stava per arrostirsi…mmm…poooi…vediamo…ho tenuto le zampe ad un altro gatto ribelle e ho chiaccherato con le altre tirocinanti. che poi abbia fatto una mega figuraccia nel test di autovalutazione sulle mie conoscenze chirurgiche (che mi è stato propinato dopo 2 dico 2 ore che ero là, a tradimento) è un altro paio di maniche. ammetto: la mia ignoranza è, soprattutto in questo momento, abissale. è il nuovo CdC lo sottolinea mooolto bene. e con un certo piacere mi sembra di capire. quindi? il resoconto? me l’aspettavo esattamente così (tolto il test fetente), dopo mesi e mesi di astinenza dal mondo veterinario m’è pure andata bene.

come dice qualcuno, “non puoi diventare dulittol in un giorno”, no?

Pubblicato su si lavora?mah | 5 Commenti »

c’è tutto

Pubblicato da zdora su 27 Maggio 2008

sto preparandomi per il mio primo giorno in una clinica veterinaria. inizio alle 10, e naturalmente non sono pagata (ma la gavetta lo sapevo, me toccava). facciamo l’inventario di quello che mi serve:

  • camice – cielò
  • grin lilla – cielò
  • zoccoletti rosa – cielò
  • ciappo per il capello ribelle – cielò
  • merendina per gli attacchi di fame – cielò
  • …buscopan…perchè stanotte, colpa della torta salata con la fanta di ieri sera, sono stata più in bagno che a letto…e te pareva…comunque – cielò

ora mi prepaaaaarooooooooooo!!!!!!! (agitescion)

Pubblicato su si lavora?mah | 5 Commenti »

e così, all’improvviso

Pubblicato da zdora su 26 Maggio 2008

faccio la veterinaria.

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quizzone per voi, o saputelli

Pubblicato da zdora su 23 Maggio 2008

ecco miei zdorini saputellini. dato che morite dalla voglia (…vero?) di affrontare un mio quizzone, eccone uno pronto pronto…a proposito di me. questo sarà un quizzone arduissimo. solo una persona con memoria de fero può rispondere. oppure una persona che ha tanto tempo da passare. purtroppo uno dei campioni non può partecipare perchè ne parlavamo ieri sera. orbene, a voi la domanda:

che giorno sono diventata signorina?

voglio anche l’anno. eh.

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quizzone augurale

Pubblicato da zdora su 22 Maggio 2008

DRIN!

(ma chi cavolo rompe così prest…ops…sono le 9 e mezza…ops…sono i miei)

yawn…spaciuc spaciuc…mmm…pronto?

…AUGUUURI!

hm…mmm…si…grazie…ma de che?

come de che?!?!

a voi l’ardua sentenza.

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le ricette della zdora

Pubblicato da zdora su 20 Maggio 2008

a grande richiesta, dal mio quadernetto “le mie ricette” ecco a voi la trascrizione integrale di

ROTOLINI DI TACCHINO (altrimenti chiamati “crognoletti”):

  • fesa di tacchino 1 kg
  • ricotta 700 g
  • sale qb
  • olive snocciolate
  • prosciutto crudo/spec
  • burro
  1. macino la fesa->pappina con ricotta
  2. con le mani faccio salsicciotti e ci infilo dentro l’oliva
  3. arrotolo il salsicciotto ripieno in fettina di crudo/spec
  4. in padella con burro a fuoco lento e coperto
  5. attenzione! sarebbe meglio lasciar riposare i rotolini in frigo per un po’ prima della cottura!

bene. ora le postille a queste indicazioni criptiche:

punto uno: la fesa va macinata nel mulinecs, poi, dato che si ingruma tutto, aggiungendo la ricotta sarà tutto più pappettoso e i grumi di carne non tagliata verranno inglobati e non avranno scampo. il sale aggiungetelo lì. punto due: l’oiva va messa al centro del crognoletto, così farà l’effetto sorpresa quando si taglia. ungersi le mani prima favorirà l’assenza di fastidio di tutta quell’appiccicosa poltiglietta.

il consiglio della zdora è: servire con purè, che è la morte sua.

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pollice nero

Pubblicato da zdora su 19 Maggio 2008

appena tocco una pianta la condanno all’appassimento precoce. mi è sempre successo, fin da piccola. a parte che le piante non mi danno nessuna emozione, come direbbe la simo “non mi arrivano”. tra le mie grinfie ne sono passate poche, ma poverine. qualche esempio:

  • i centocinquantamilioni di piante grasse che passavano per quel davanzale maledetto (quello della mia cameretta) morivano in tempi record. il mio più sentito ricordo va al cactus che ho lasciato dentro la campana di plastica per tenerlo protetto, sempre sul davanzale, al sole naturalmente. mai vita di pianta fu più breve.
  • arrivata in un appartamento universitario con altre 5 ragazze di cui due particolarmente dedite alla floricoltura ho preso alla cop (sotto suggerimento del mio migliore amico, mica le so, ste cose) una bellissima e profumatissima gardenia. dopo un mesetto ha lasciato un vuoto incolmabile sopra il frigo. colpa mia, se non mi chiamava per dirmi “ho sete” oppure “ou, me stò a affumicà, spostame”? diciamo che faceva di tutto per rendersi non degna delle mie attenzioni. tipo: non scodinzolava, ecco.
  • da brava capricornina ascendente ariete (testona testona o doppiamente cornuta, a voi la scelta) il mio istinto pianticida non s’è placato. ma questa volta è stato un lavoro da professionisti: ho provato con le alghe dell’ichea. dai, quelle è impossibile che restino senz’acqua, penserete voi. senz’acqua pulita si, però. una politglia inguardabile, un tripudio di marciume. fino a quando lo zdoro, presa in mano la situazione (abitavamo già insieme) le ha buttate nella pattumiera per dare loro una morte un po’ più dignitosa della poltiglia.
  • ed eccoci alla gran prova: la trai mi regala tale “ailander”, in pratica un’erbaccia però carina messa in un vaso. mi fa “vedrai che questa non muore neanche…” “” “no no, te lo assicuro, puoi anche dimenticartene per due settimane e sopravvive. anzi. li vedi questi germoglietti?” “” “questi cadono sulla terra e ne vengono fuori tante piantine, vedrai, ne sarai piena!” ““. l’ignara trai, con tutta la sua buona volontà, non aveva calcolato l’aridità alla quale la povera aliander sarebbe stata sottoposta dopo i primi due giorni di cure affettuose. e i 2 mesi e mezzo di buio assoluto.
  • eccoci alla svolta: lo zdoro si è preso, l’anno scorso, un geranio rrrrosa per il davanzale della super cucina. l’ha tirato su con tutte le cure possibili ed immaginabili. io naturalmente non ci sono mai neanche avvicinata per non dargli una morte certa nel giro di due giorni. sempre i soliti due mesi e mezzo (parentesi messico): lo zdoro decide di affidarlo alle amorose cure di mia mamma, quindi lo portiamo su dai miei. forse dovevo avvisarlo che il mio giardino non è curato da mia madre, e che le piante che si trovano in casa (si quelle belle rigogliose) sono così perchè si fanno delle settimane di biutifarm da mia nonna ogni tot giorni. insomma, risultato: ce li ha ridati con le foglie tutte mangiucchiate dai bruchi o comunque dagli insetti. oggi, circa 10 mesi dopo, sono tutti lì, belli, sul davanzale, fioriti e rosa e grossi proprio sani. e lo zdoro ha capito che questa cosa è ereditaria.
  • lo zdoro ieri, durante una giuita compleannesca, ha tolto dei rametti di geranio viola da un vaso perchè -dice lui- piantandoli nel vaso fanno subito le radici e crescono bene. io glielo auguro, ma…secondo voi che li ha tenuti in mano durante il viaggio in macchina?

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(A + M )x 5 =

Pubblicato da zdora su 15 Maggio 2008

chi lo avrebbe mai detto che avremmo festeggiato 5 anni assieme, oggi.

dopo quel bacio che io ti ho dato fuori dalla porta di ostetricia, neanche a farlo apposta verso le 5 del pomeriggio. e poi nulla, anzi. io a casa tesa come una corda di violino che guardavo il cellulare ripetendogli “telefona cacchio, telefona!”, spettacolo che ha stremato le mie coinquiline per ore e ore. e tu al cinema con grazia, come se nulla fosse. perchè icsmen ciu non poteva aspettare.

oggi, dopo che mi hai dato, il giorno dopo, un baciuo da film dopo che tutti se n’erano andati.

oggi, dopo quella notte in cui io non dormivo perchè avevo paura di russare, e pensavo che eri proprio bello. e simpatico. e mi sentivo tutta emozionata all’idea che tu mi volevi.

oggi, dopo il sospirato “si, mi fido di te”.

oggi, dopo tutta la mia gelosia e il mio disordine.

oggi, dopo le piccole cose belle di tutti i giorni. i traslochi, puzzlebobble, la canzoncina della sveglia in messico che abbiamo imparato ad odiare, i balletti, i bacini, testa e braccio!, tutte le tenerine e le crembrulè e i crognoletti di tacchino, il tango negato, il mondo a squarciagola, la nostra casetta coi mobili montati e il mio divano ailander, le mossette di caratè.

cavolo siamo ancora qua, e ti amo proprio un sacco

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