già è lunedì. col fatto che mi sto facendo il programma di oggi perchè ieri ho compilato altre cose, proprio ci siamo. se poi ci aggiungiamo che c’è un po’ di nuvolosetto insipido che fa solo freddino (e quindi neanche oggi trench) un po’ di malcontento c’è. ma alzarsi un’ora prima, quello è il massimo dell’orripilazione. dovrebbero cambiare l’ora di venerdì. sarebbe molto più pratico. infatti di domenica si dorme quanto si vuole e quindi la sera si va a letto più tardi. quindi si dorme di meno. ed è ancora più difficile pensare di affrontare un’intera settimana di lavoro. ma se l’ora la cambiassero di venerdì? il giovedì si è più stanchi, quindi in teoria si andrebbe a dormire prima, quindi sarebbe meno stressante alzarsi prima. poi una persona è allegra e tiene duro perchè la settimana è agli sgoccioli, e per adeguarsi ha il sabato e la domenica. non fa una piega. bene. a chi devo chiedere udienza?
Archivio per Marzo 2008
qua bisogna cambiare qualcosa
Pubblicato da zdora su 31 Marzo 2008
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gelato spensierato…
Pubblicato da zdora su 30 Marzo 2008
…dolce e un po’ salato, tu, gelato spensierato.
tranne che per una domanda che da due orette mi martella in testa: perchè il cono di solito c’ha quelle scanalature lì che poi il gelato ci va tutto dentro e la cialda si ammoscia? siore e siori, avanti con le ipotesi! e per riflettere meglio, l’oggetto delle mie pippe mentali
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giovedì, ti ho fregato
Pubblicato da zdora su 27 Marzo 2008
parlo di bologna. dico delle giornate che sono appena passate, un martedì e mercoledì da manuale. al sole c’era un bel caldino che metteva buonumore. all’ombra, un po’ di venticello ma niente di che. insomma, la primavera. ed oggi, come ogni settimana, è giovedì. giovedì uguale blocco del traffico (si, si, ne ho già parlato). giovedì uguale starsene tutto il giorno in giro con un trollei ppesaaaante (perchè la roba deve durare per tutti i medici). giovedì uguale autobus e starlo ad aspettare anche un bel po’. giovedì, però, uguale anche brutto tempo. sem-pre. vento, pioggia qualche volta, un po’ di tempo fa c’è stato anche un po’ di nevischietto. questo è l’ultimo giovedì di blocco del traffico (speriamo). oggi ovviamente il tempo è uggioso e freddino e umidiccio che ti entra nelle ossa. ma io devo andare a due lauree vicino casa mia, e ho preso la giornata libera. così, per una volta, dopo mesi, il giovedì sarà una bella giornata. tiè.
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l’angolo dell’utile
Pubblicato da zdora su 25 Marzo 2008
si, mi sento utile. soprattutto per quelle 2 persone che volevano che ammettessi che “sono una vacca“. per chi poi voleva gustarsi la visione di “www.misstettone.com“, eccomi qua. mi sono sentita indispensabile, inoltre, per far sapere “quanti soldi prende un escort” e per dare delucidazioni nei casi in cui “si vede sotto la gonna il pelo“. non si sa mai. e poi, donne! se vi sentite “ragazze da coccolare“, sappiate che il vostro uomo vi cercherà proprio qui. ma la cosa di cui più vado fiera, è che sono un punto fermo per chiunque voglia informazioni su “matteo viviani al lavoro“. che non è mica poco, se ci pensate.
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pensierini pasqualini
Pubblicato da zdora su 24 Marzo 2008
beh. complice il turno in ospedale dello zdoro, oggi credo sarò una delle 3 persone che accende il compiuter, quindi dò spazio alle solite vagonate di pensieri random che mi sono venute in mente in questi giorni
- voglio cambiare lavoro. non ditta. lavoro. non mi diverto (chi è fatto per questo lavoro molto spesso si diverte), mi sento sempre fuori posto. sto aggiornando il mio curriculum per poi stamparlo ed elargirlo a cliniche ed ambulatori. ovviamente nè una clinica nè un ambulatorio mi darebbero da vivere. quindi il dilemma è sempre più complesso.
- ieri sera lo zdoro felice e bimbo: meri poppins alla tivù, lui che cantava a squarciagola (nel balletto degli spazzacamini ballava pure saltando da un divano all’altro) e poi uovo di spaidermen con la sorpresa che desiderava: gli occhiali con ragnetto rosso davanti tipo stemma e le stanghette con la ragnatela stilizzata. scicchissimi, peccato fossero un pochino piccoli. ma tant’è.
- ultimamente al lavoro (mpf) porto spesso delle scarpe decoltè con la punta. peccato che io non sappia camminarci. la punta va a sbattere per terra ad ogni passo, col risultato che ora si piega più facilmente e ha fatto la righetta di demarcazione. qualche suggerimento (oltre a quello di cambiare scarpe) per tenere la punta dritta?
- sono un po’ stufa. di capire da tante piccole cose che non ero poi così indispensabile per persone che per me lo erano. stufa di essere presa in considerazione da qualcuno solo quando le cose gli vanno male e gli serve una spalla su cui piangere. stufa di sentirmi zerbino.
- ieri, mentre rimettevo le cose in valigi(ett)a, sentivo i miei in cucina con mia nonna che chiaccheravano mentre aspettavano la zia. mi sono fermata e ho cominciato ad ascoltare, divertita. con quel chiacchericcio e la voce squillante di mia nonna (coi suoi interventi che, molto spesso, da sorda com’è, non c’entravano niente) avrei potuto accoccolarmi e dormire beatamente. una guduria. ma anche tanta malinconia per quella normalità che un po’ mi manca.
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pensierini sparsini
Pubblicato da zdora su 19 Marzo 2008
- oggi è la festa del papà. quindi per prima cosa: auguri papà. ed ora vi racconto di lui. intanto parto con la confessione, cocentissima, che è un medico. posso dire di essere stata fortunatissima ad avere un esempio così buono. forse è per questo che, affrontando le diverse tipologie di medici, è stata una bella doccia fredda. si, perchè lui mi ha abituata a trattare chiunque allo stesso identico modo, che fosse un operaio, un paziente, un collega, o semplicemente chi si incontrava durante la giornata. mi ha insegnata a non essere nè altezzosa nè ossequiosa di fronte a nessuno. anzi, se lo ero mi beccavo la cazziatona. e lo ringrazio per questo. spesso i medici che incontro si credono onnipotenti e superiori, permettendosi quindi di essere dei campioni in merito a bassezza e maleducazione. e la cosa ancora più fastidiosa è che, quando leggono il mio biglietto da visita (nel quale c’è scritto-non per mia richiesta-”dottoressa” accanto al mio nome) e scoprono che son veterinaria cambiano completamente atteggiamento. ma, mi chiedo io, come cacchio siete messi. quindi mi vanto di avere un padre meravigliosamente atipico nel suo genere. in più è il più bello di tutti i papà.
- mi sono comprata un trenc. beisc. che non è per niente il mio colore, anzi mi sbatte un po’. ma basta nero, ho voglia di primavera. e domani, se tutto andrà come previsto, pioverà e potrò inaugurarlo. evviva. evviva.
- ho appena visto un servizio di studio aperto che parlava di alena seredova, e della sua linea ritrovata così presto dopo il parto. noooo. non si ammazza di esercizi in palestra. lei solleva il bambino, porta la carrozzina in collina, che ti rimette subito in linea. grazie, grazie tante da tutte quelle donne che si stanno ammazzando di dieta da mesi e mesi.
post-post del giorno dopo: il tempo ha seguito le mie previsioni. cè un tempo orendo, freddino freddino. evviva direte, no? no. mi ero dimenticata che oggi, essendo giovedì, devo andare in giro con l’autobus…me tapina
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io ADORO (anche) quest’uomo
Pubblicato da zdora su 16 Marzo 2008
e che, credevate non ci andassi?!? una cronaca velosce velosce
ore 15.00: esco di casa con lo zdoro in lacrime perchè temeva di perdermi. la scena straziante “no amore, non andare, ti prego sei tutta la mia vita!“. mi allontano da casa con lui attaccato ad una gamba che mi supplica in ginocchio. see. nei miei sogni. in realtà si è preparato il carpaccio e tra una masticata ed un ghigno di presa in giro mi ha chiesto di fargli una foto a melita. o meglio: alle tette di melita. giammai.
ore 15.30: io e l’amica fra arriviamo al centro commerciale. non c’è un cane. crediamo di aver sbagliato giorno. dopo aver chiesto ad una negoziante a che ora arrivava l’ambaradan di vipsvs, capiamo di essere arrivate con quell’oretta di anticipo per vedere il nostro adoratissimo vip dei sogni. ci appostiamo ovunque, come due quindicenni coi cuoricini sugli occhi facciamo le foto di rito davanti al manifesto che lo ritrae. ma queste ve le risparmio. andiamo in giro per negozi tutte guardinghe fino a quando
ore 16.15: non notiamo un gruppetto di ragazzine (quelle non erano fuori luogo) davanti ai bagni. che poi sono alla stessa entrata della direzione del centro commerciale. mah. ci appostiamo con fare indifferente finchè vediamo du carabinieri che aprono la strada ai vipsvs. verso di noi si avvicinano, nell’ordine: un attore biondo piuttosto belloccio ma che non ho idea di quello che faccia, forse vivere, ludmila carascnicof (abbasso lo sguardo: mi sento una cacca), nicola quello lì dell’isola dei famosi e melita la diavolita. mentre ci passano di fianco, io tutta sconsolata guardo la fra e le dico frignando che ecco, l’unico per il quale siamo andate lì non c’era. lei (ben più alta di me) lo nota e via! all’inseguimento. andava dalla parte opposta agli altri. meglio: si dirigeva verso o il coimport o la libreria cop. attimi di panico perchè se entrava alla futlocher erano guai per le nostre tasche (ci siamo date un tetto di 20 euri). entra alla libreria! entra alla libreria! evviva. “fra, decidiamo che libro prendere di corsa per arrivare prime, veloce!“. il nulla. essendo che ho appena comprato l’ultimo libro della chinsella non ho riserve pronte. vabè, entriamo. tra gli scaffali la corsa al libro che potesse interessarci un minimo e allo stesso tempo fosse nelle vicinanze. nulla. la fra scoppia a ridere e tira su un libro dal titolo più che esplicito “sdraiami”. decidiamo che no, non è il caso. eureca. fabio volo. io ne ho letto uno, la fra un altro. prendiamo quei due scambiandoceli. arriviamo davanti a lui. cacchio, è strepitoso, veramente un bell’omo. me lo aspettavo altissimo, invece è nella norma (altino, dai). indossa il completo da iena. fascinosissimo. io, la faccia di bronzo dell’anno, mi mummifico. tremucchio. non ci credo. sembro un’idiota. la fra invece per fortuna è sullo spontaneo andante, quindi mi aggrappo a lei. “ciao ragazze, vediamo che libro avete preso” “hem…ps…shb shb…possiamo farti una foto (Dio quanto sei bello)?” “ma certo” “hm…grazie (Dio quanto sei bello)“…la fra gli porge il libro. “uh! buona scelta fabio volo” “beh, mica sceme! (occhei, zdò, stai zitta, STAI ZITTA ti prego) (Dio quanto sei bello)“. la mia capacità di farfugliare in questi momenti clu è sensazionale. ma la fra salva la situescion quando lui prende il suo libro per autografarlo “e beh, ma io voglio anche la tua foto” “va bene, allora, questa la userai come segnalibro“. faccio la foto (sperando di farla decente).
è il mio turno cacchio. hm. “ciao, come ti chiami?” “(ochei, zdò, devi fare una frase complicata, attenta, ATTENTA) hm…mi chiamo —–, ma ti chiederei un favore: puoi fare l’autografo per il mio blog? (dopo tutta sta pubblicità vuoi che non pubblichi il feticcio?!?)(Dio quanto sei bello) ” “hm…ah, e il blog?” “Z-DO-RA (Dio quanto sei bello)” “Z-do-ra. perfetto. un blog di che?” “(no no NO, troppo difficile. ochei, no panic) hgn…un…blog…e basta (Dio quanto sei bello)” “ah. zdora e poi?” “(ed ora?)uordpres, è un blog…personale (Dio quanto sei bello)“. smettete di ghignare. vorrei vedere voi con tutti gli orm…le emozioni in corpo. fa la faccia meno convinta e mi fa la dedica (faccia meno convinta ma sempre e comunque carino carino-proprio come atteggiamento). la fra ci fa la foto ed ecco il momento clu dello stoppesvenì parti: foto cic tu cic.
mmm…che pelle mooorbida…mmm. poi dopo una serie di farfugliamenti per pagare la tipa di fianco, ci allontaniamo.
ore: 17.00: a casa con fra a mangiare una fetta di torta di mele fatta dalle manine sante della zdora. e a rincuorare lo zdoro che si, lui è più bello (lui è SEMPRE il più bello. comunque. su questo non transigo. scusate accordo il violino che mi era andato un po’ fuori nota). e a riflettere che forse l’unico pensiero che abbia dedicato a me il bellissimo uomo per il quale abbiamo aspettato e comprato sia stato “questa è un’idiota“. ma tant’è. l’ho visto dal vivo. l’ho incontrato. pure cic tu cic, cavolo.
Pubblicato su l'angolo estrogenico, matteo viviani fo-eva, piccola fans | 8 Commenti »
risvegli
Pubblicato da zdora su 13 Marzo 2008
uccellini che cinguettano, niente cappottino, il caldino del sole che accarezza le gambe. tanti tanti fiorellini che sbocciano. mangiarsi un panino fuori su una panchina e leggere vanitifeir. aspettare l’autobus e stare bene. il cielo è blu blu. sorrido più facilmente. camminare non mi dà fastidio. dò il bentornato ai rigenerati ormoncini della felicità (e non solo) che invadono la zdora primaverile. evviva, evviva.
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stoppesvenì
Pubblicato da zdora su 12 Marzo 2008
occhio. domenica prossima, si, proprio DOMENICA PROSSIMA matteo viviani sarà in un centro commerciale dalle mie parti per fare il commesso per un giorno. ochei panic. lo vedrò dal vivo. LO VEDRO’ DAL VIIIVOOOO!!!!! ammappete che agitescion.
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dilaniescion
Pubblicato da zdora su 12 Marzo 2008
sabato: mi alzo super presto, doccia e parrucco, stiraggio e valigiaggio. partenza e capatina ad un centro commerciale, giusto per spendere du soldi per un maglioncino abbastanza sottile da stare sotto la giacca ma abbastanza maglioncino da tenere caldo in caso di ggelo. ne trovo uno, neanche a dirlo, color glicine. riparto. arrivo alle 5. trovo l’albergo ale 5.30 ovviamente. dopotutto lo sapete che il mio senso dell’orientamento è pari a zero. mi posso riposare due orette, quindi mi apposto sul letto e trac! sonnellino con tivù. alle 8 CdC e collega mi prendon su con la palettina e mi portano a mangiare fuori.
domenica: evviva, si riposa. scherzo, naturalmente. alle 8.30 in fiera. ci appostiamo in uno stend già preparato sabato e, sorpresa delle sorprese, non fa freddo. maglioncino sprecato. insieme a tutti i colleghi (CdC, collega delle mie parti, collega che sta sempre seduto, dottore che mi ha insegnato al corso e figlio superbravo ma anche supercarino-come persona) lo stend è un po’ scomodo. e mi sento pure inutile, quindi le prime ore di lavoro sono passate preparando caffè con la macchinetta. ma…ma…non è lo stend che è scomodo. sono io che sono appollaiata su questi trampoli di 10 centimetri, e ad ora di pranzo sono già con due zamponi al posto dei piedi. ma non mi posso cambiare le scarpe, perchè la furbetta della zdora s’è messa pantaloni un tantino lunghi, e con dei tacchi più bassi farebbero l’effetto “bambina con roba della mamma”. quindi passo il resto della giornata a penare. arrivo in otel, doccia e di nuovo cena coi colleghi. ore 10 e mezza dormo.
lunedì: sempre la solita combriccola, il tacco è più basso e quindi sto più comoda. la giornata però è piuttosto pesantina, il collega mi vuole raccontare tutta la sua vita minuto per minuto..e lo fa. alle 6 CdC è come al solito a caccia di medici, ed io sto scoppiando di noia e di nervoso, perchè so che alle 8 dobbiamo essere al grandotel a pigliare su dei medici per una cena. come volevasi dimostrare, arrivo in otel alle 7.15. alle 7.45 sono pronta, alla porta. ho messo una bella gonna a tubino un po’ strech, molto fescion, con camicetta leggera e scaldacuore lilla. e mi sento veramente gnocca. a parte queste inutilità, che però servono a sopravvivere in questi momenti, so che forse devo guidare perchè le macchine non bastano. lo scopo della serata, per me, è rompere il ghiaccio con un dot che mi snobba in maniera spudorata pure quando vado nello studio a parlargli di cacca. la cena è imbarazzante per me. nonostante mi sia presentata col mio nome e come informatrice, insistono tutto il tempo a chiamarmi “signorina”. ciò mi fa sentire la escort di CdC, la squinzietta che uno si può portare dietro. preciso che CdC è correttissimo e giammai ha fatto battute maliziose o insinuazioni. giusto per. la mia postazione si trova davanti ad un mega spiffero e, quando aprono le porte, sento il giuelo correre su per la schiena. inutile dire che il dot, nonostante i miei tentativi di instaurare un dialogo, sono vani. tutto questo calvario va a finire a mezzanotte e mezza quando, esausta, mi poggio sul letto. e quando scopro che la mia gonna a tubino s’è strappata nello spacchetto dietro (e beh, guidare col tubino fa il suo effetto).
martedì: la situazione si fa ttraggica. sonno violentissimo con giramento di testa e palpebra pesantissima. sono sola con CdC, il che vuol dire: io allo stend e CdC a procacciare in giro per il congresso. tutto. il. giorno. la cosa positiva sono stati i dialoghi incoraggianti con alcuni amichetti che, qualche sorriso, me l’hanno strappato. manu e la sua laringite, vale e i nostri deliri, ale e, pure lui, i deliri. verso le 5 sono il fantasma di me stessa, alle 6 sono uno zerbino. non ce la faccio più. l’idea di partire in macchina per tornare a bologna mi spaventa un po’. sono veramente stanchissima. riesco ad uscire dalla fiera dopo mezz’ora, tra gli incoraggiamenti degli amichetti. prendo la macchina e il viaggio, grazie alla vociue della vale che dalla radio mi accompagna e mi tiene sveglia, procede lissio come l’olio.
stamattina: mi sono data il mio tempo, ed ora mi preparo per uscire. sempre meno convinta.
Pubblicato su si lavora?mah | 4 Commenti »

